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Pagina 1 di 5 Nota: è questo il primo capitolo della recensione 'LifeDrive: Palm sfida PalmOs'. INTRODUZIONE Primo della serie ‘Mobile manager’, creata da Palm (ex PalmOne) per fornire ai ‘customer’ strumenti avanzati per la gestione dei dati ‘on the road’, il LifeDrive porta con se significati che vanno oltre la semplice ideazione di un prodotto versatile e capiente. Il LifeDrive, per chi scrive, è difatti anche la risposta ad un mercato sempre più difficile per il secondo produttore al Mondo di palmari. Evidentemente il futuro prossimo, che vedrà sempre più chiaro il predominio degli smartphone, impone alle aziende interessate uno sforzo diretto ad implementare i palmari 'semplici' (non dotati di connettività telefonica) di feature e potenzialità via via più ricche, e di curare con particolare attenzione i terminali di fascia alta. Le specifiche salienti del LifeDrive: - Ram 64 MB Program memory non volatile - ROM da 16MB - Display a colori TFT anti-riflesso ad alta risoluzione 480 x 320 / Formato verticale e orizzontale - Peso e dimensioni: 193 gr.; 12,1 x 7,3 x 1,9 cm - Alimentazione Batteria ai polimeri di litio ricaricabile da 1660 mAh - Memoria 4 GB di memoria non volatile nel disco rigido (3,85 GB utilizzabili) - Sistema operativo Palm OS® Garnet 5.4 - Processore ARM Intel XScale da 416 MHz - Connettività wireless Bluetooth® 1.1 / WiFi® (802,11b) / Infrarossi - Funzionalità di espansione Slot per schede di espansione SD/SDIO/MultiMediaCard e multiconnettore palmOne™ {mos_smf_discuss}
Il LifeDrive si presenta dunque come una sfida alla concorrenza, giocata sul tavolo dell’originalità e della potenza, dove l’unica moneta che ha valore è rappresentata dai dati, siano essi Pim, documentali o multimediali. Ma al tempo stesso il LifeDrive rappresenta un confronto di Palm con se stessa e con il suo storico sistema operativo, il PalmOs, oggi in stallo all'incrocio tra l'ormai sempre più lontano progetto Cobalt e il neonato sistema ibrido di Linux. L'esito favorevole della sfida non è per niente scontato (più avanti valuteremo le ragioni approfonditamente), non foss’altro per i compromessi a cui questa macchina deve piegarsi per poter fornire all’utente grande spazio di archiviazione (minore velocità e immediatezza d'uso rispetto allo standard Palm). Con questo non si pensi che è nostra intenzione affermare che il modello di punta della gamma Palm sia un device mal riuscito, anzi: nei giorni in cui abbiamo avuto la fortuna di usarlo abbiamo avuto l’occasione di apprezzare le sue doti, che non si limitano al microdrive integrato da 4Gb. Piuttosto è la realizzazione concettuale (felice se vista in termini assoluti) a sembrare inappropriata, perché tradotta sul mercato in ritardo: l’hard disk integrato sarebbe stata una feature molto più appetibile anche solo un anno addietro, quando le Secure Digital da 2Mb non esistevano e le Cf di pari dimensioni avevano un prezzo troppo alto per interessare il mercato consumer.
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