- Introduzione A guardarlo sulla scrivania, spento, l'HTC Touch potrebbe essere scambiato per un grazioso cellulare, un sottile e "stylish" smartphone. A trarre in inganno è il display, il cui profilo stondato coincide con quello della scocca: non sembra affatto un touchscreen, tanto più che il vetro che lo protegge è ben più rigido del tipico monitor tattile al quale i PDA ci avevano abituati.
L'architettura hardware, per quanto ricca di funzioni, non è innovativa; al contrario, la tecnologia adottata per semplificare ed al tempo stesso potenziare la tipica interfaccia utente di Windows Mobile, può essere considerata sotto alcuni aspetti rivoluzionaria.
Il TouchFLO, brevetto HTC a cui ci riferiamo, consiste nel connubio tra impianto software, creato ad hoc dai progettisti, e sensori elettronici del digitalizzatore. Il sistema mette in grado il display di riconoscere ed interpretare non soltanto il tocco, ma anche il movimento delle dita, e di distinguere queste dal pennino. È così che l’elenco dei contatti in rubrica può essere ruotato con una “spinta” sul monitor dal basso verso l’alto o viceversa, ed è così che lo scrolling può proseguire per virtuale forza d’inerzia, fino a che avrà concluso spontaneamente la sua corsa o sarà stato volontariamente interrotto con un tap. Allo stesso modo può essere sfogliata una pagina Web o un documento Office, alla ricerca di un preciso punto fra i contenuti.
- Fornitura Il sample in prova, già implementato con il TouchFLO al contrario di alcuni prototipi distribuiti nelle scorse settimane presso i grandi rivenditori in tutto il Mondo, è del tutto simile ma non identico al modello che presto arriverà in commercio. La precisazione è d’obbligo sia per giustificare eventuali differenze rispetto alla versione definitiva del device, sia per motivare l’assenza di qualche dato accessorio. Ad esempio confessiamo di aver appreso soltanto alcune ore fa, attraverso il comunicato stampa ufficiale con il quale è stato presentato al pubblico, che l’HTC Touch verrà fornito con una microSD da 1GB compresa nel prezzo. Nella confezione troveremo inoltre, con ogni probabilità, il cavo di alimentazione/sincronizzazione USB/miniUSB, la custodia, gli auricolari a filo per la riproduzione in stereofonia della musica e, in monofonia, delle conversazioni telefoniche. Raramente lo useremo, ma è giusto citare anche il pennino, assieme alla guida cartacea e a Microsoft Outlook per il PC.
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- Specifiche Abbiamo accennato ad un impianto hardware tradizionale, ma l’affermazione non va interpretata come un giudizio negativo. L’Elf, questo il nome in codice del progetto che ha dato vita all’HTC Touch, vanta un ricco bagaglio di feature. La connettività wireless, ad esempio, informata a tutti gli ultimi standard disponibili sul mercato consumer: il Bluetooth 2.0, per interfacciare periferiche ed altri terminali entro pochi metri, ed il Wi-Fi b/g, per sfruttare tutta la velocità di una connessione broadband senza fili.
Scendiamo in dettaglio.
SO: Windows Mobile 6 Professional
Telefono: quadband GSM/GPRS/EDGE
CPU: TI OMAP 850 da 200 MHz
Memoria: 64 MB RAM – 128 MB ROM (microSD da 1 GB fornita)
Display: 2,8'' con risoluzione da 320 x 240 pixel
Connettività: Wi-Fi b/g, Bluetooth
Fotocamera: 2 MP
Espansione: slot microSD
Batteria: 1.100 mAh
Dimensioni e peso: 99,9 x 58 x 13,9 mm - 112 grammi
Batteria ben proporzionata, giusta dotazione di memoria, collaudata e parsimoniosa CPU, dimensioni e peso particolarmente contenuti. Il quadro delle specifiche vede soltanto un grande assente: il supporto alle reti 3G UMTS/HSDPA, protocollo che se in buona parte dell’Europa e del Mondo riveste ancora un ruolo comprimario, in Italia incomincia ad assurgere a standard. La scelta del costruttore va giustificata con l’esigenza di ridurre al minimo le proporzioni attraverso l’adozione di un chipset che da anni oramai rappresenta il miglior compromesso tra ingombri e prestazioni.