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HTC Touch Cruise - Polaris
i test di autonomia e grafica.
Recensione SoloPalmari (pagina 2)
Test di autonomia
Per testare le potenzialità delle batterie in un PDA Spb Benchmark offre svariate soluzioni. Quella che è di nostro interesse si pratica disattivando preventivamente e manualmente tutte le interfacce wireless e le opzioni di auto spegnimento, e tarando sempre manualmente la retroilluminazione del display al massimo livello (lo strumento di analisi software non è in grado di settare queste impostazione automaticamente: guai a dimenticarsene, perché verrebbero fuori prestazioni assimilabili a quelle di un accumulatore da automobile). Fatto questo il tool provvede a lanciare operazioni routinarie, come aprire e gestire documenti Office, immagini, ed altri tipi di file che di consueto vengono visualizzati in un palmare, fino al completo esaurimento della carica. Al successivo riavvio del sistema operativo il programma registra il tempo intercorso fra il momento iniziale della procedura e l'istante in cui il PDA si spegne a causa dell'assenza di fonti di alimentazione.
Il device monta una batteria dalla generosa capacità, se considerata in relazione alle dimensioni complessive della macchina: 1.350 mAh. L'amperaggio elevato, superiore a quello vantato dagli accumulatori dei "fratelli" Touch e Touch Dual, è frutto di una precisa scelta del costruttore. Se guardiamo alle specifiche tecniche del Cruise, raffrontandole a quelle dei predecessori, ci accorgiamo infatti che è l'unico dispositivo ad integrare tanto il protocollo wireless 3G (UMTS/HSDPA) quanto il Wi-Fi (802.11 b/g): entrambe le interfacce sono notoriamente esigenti quanto a risorse energetiche.
Ed ecco il risultato: 5 ore e 43 minuti. Poco? Probabilmente sì, ma c'è da fare qualche importante precisazione. Intanto nell'uso reale è totalmente improbabile che si debba settare, come invece richiesto da Spb Benchmark, il livello di retroilluminazione al massimo, poiché le lampade adottate dal neonato All-In-One HTC sono a nostro avviso particolarmente potenti. Si consideri quindi che per garantire piena leggibilità al touchscreen anche nelle circostanze più impegnative è sufficiente tarare il livello di luminosità ad un terzo, o al 50% del grado più elevato.
Tutto ciò si traduce in una reale autonomia pari ad oltre un giorno intero, laddove il dispositivo venga chiamato ad un intenso esercizio dei suoi compiti, ed in specie quando l'utente ricorre alla dispendiosa tecnologia "Direct Push" (così è definito il sistema di sincronizzazione brevettato da Microsoft, molto simile a quello creato da RIM per i suoi BlackBerry, per la sincronizzazione della posta elettronica e di altri elementi del PIM con un server remoto).
È chiaro, però, che almeno secondo il test della Spb Softwarehouse non è certo in tema di autonomia che il Touch Cruise può esprimersi al meglio. Ben più soddisfacenti risultati si erano ottenuti nei già citati benchmark sulla velocità operativa e nell'esame del sistema satellitare integrato.
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