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Gigabyte Gsmart i350:
PDA in black!
Recensione SoloPalmari |
Display VGA e prestazioni dell'impianto grafico
L'analisi delle prestazioni praticata con l'applicazione della Spb Softwarehouse ci aveva lasciati con l'amaro in bocca. Tanto più che nell'uso reale, e a fronte dell'impegnativo display VGA, il Gsmart i350 sa sempre mostrarsi sufficientemente reattivo. Offriamo dunque al device della taiwanese Gigabyte un'occasione di riscatto, lasciando che si sottoponga anche al benchmark del player multimediale TCPMP, distribuito con licenza Open Source (e dunque, fra l'altro, gratuito).
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Installiamo The Core Pocket Media Player e lanciamo il test, senza modificare i settaggi originali, riproducendo un videoclip encodato alla stessa risoluzione del display: 640 x 480 pixel. Anche in questo caso l'esito è insoddisfacente? Si direbbe di sì, a giudicare dalla percentuale della "Velocità media" registrata. Ma non ci diamo per vinti.
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Interveniamo nelle opzioni di The Core Pocket Media Player e impostiamo come driver video quello più adatto alla terminale in uso: Intel XScale, che corrisponde alla CPU implementata nell'i350.
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Ed ecco che i risultati vengono completamente sovvertiti: il neonato Gsmart si dimostra capace di riprodurre con fluidità e senza noiose perdite di frame anche un "pesante" filmato VGA. Non è da tutti.
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Impianto satellitare
Non potremmo congedarci dall'accattivante "PDA in nero" senza aver riservato un ultimo test al sistema GPS integrato, feature di primaria importanza del device. Il compito di gestire le coordinate è, nell'i350, affidato al chipset SiRF Star III, considerato ad oggi uno dei migliori, se non il primo, tra i ricevitori satellitari sul mercato consumer. Sottoposta all'esame dei tempi necessari ad effettuare la prima localizzazione e le successive, ed alla prova della tenuta del "segnale" in movimento, la periferica si è rivelata pronta ed affidabile in tutte le circostanze. Unico neo è forse l'assenza della tecnologia InstantFIX, genericamente indicata con il termine A-GPS, che in linea teorica dovrebbe migliorare le prestazioni nella procedura di fixing. Poco male: il GPS ha "agganciato" la prima volta quattro satelliti in circa 40 secondi, scesi mediamente a 20/30 in tutti i successifi fix.
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Il Gigabyte Gsmart i350 è dotato anche di un programma che consente la registrazione di track log, e che permette di associare data e coordinate satellitari alle fotografie scattate con la digicamera integrata.
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NOTA: il test è stato condotto successivamente alla pubblicazione della presente review.
L'autonomia.
Siamo infine al capitolo sull'autonomia. Spb Benchmark ancora una volta sottopone a stress il sistema, aprendo e chiudendo ripetutamente documenti, immagini, brevissimi videoclip, in questo caso per mettere alla prova la batteria adottata dal dispositivo. I "tester", dopo aver atteso che si siano conclusi almeno tre cicli completi di ricarica, non devono far altro che disattivare le opzioni di auto spegnimento proposte da Windows Mobile, impostare al massimo il livello di retroilluminazione, e lasciare che il tool software faccia il suo mestiere, sperando che tutto vada per il verso giusto. Speranza ben riposta, con l'i350? Vediamo.
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Il primo test sull'autonomia viene condotto con la "Modalità CPU" tarata su "Prestazioni". Con il settaggio il processore si esprime al massimo delle sue capacità, tenendo costantemente il clock rate a 520 MHz. Risultato? Non entusiasmante: 3 ore e 27 minuti. Solo qualche settimana fa l'HTC Touch Cruise (monitor QVGA, ndr) si era prestato al medesimo esperimento, facendo registrare l'incoraggiante tempo di 5 ore e 43 minuti.
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Anche questa volta non vogliamo lasciare nulla di intentato: passiamo alla Modalità CPU "Standard", con la quale il processore dovrebbe adeguare il clock rate al grado di impegno impostogli da Spb Benchmark. Non cambia nulla, o quasi: 3 ore e 31 minuti. Si faccia attenzione: da sempre i display VGA sono lo spauracchio di batteria, autonomia e benchmark.
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Quando per la prima volta il Gsmart i350 meritò mesi fa gli onori della cronaca, attraverso le indiscrezioni sulle specifiche proposte dal Web, la batteria riportava la dicitura "1.300 mAh". Da allora alla capacità dell'accumulatore si sono aggiunti 70 mAh: qualche ragione ci sarà. Ad ogni modi si consideri: secondo le prove sul campo, con un po' di accortezza, settando la retroilluminazione ad un terzo (non al massimo, come ha fatto Spb Benchmark), e sottoponendo il device ad un uso "parco", l'autonomia sarà comunque sufficiente a garantire una giornata di lavoro. O di piacevole svago.
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