|
Pagina 3 di 9
FATTORE FORMA (estetica, qualità costruttiva)
Bello: nulla da rimproverargli. Ora che ne osserviamo l'estetica è più chiaro perché l'omino della confezione sorrideva visibilmente soddisfatto. Con il profilo stondato ma deciso, le finiture in alluminio satinato e la cassa in plastica ultra rigida, il colore brunito inedito quanto indovinato, anche quando è richiuso su se stesso JasJar ha una linea così accattivante che difficilmente passa inosservata. Ma il palmare dà il meglio di sé quando si apre e pavoneggia la coda digitale, ovvero il robusto monitor capace di ruotare completamente su se stesso grazie allo snodo solido, preciso, dal movimento controllato.

Tutto sommato le dimensioni, a vederlo così come un modello che sfila solitario, non spaventano affatto. Sembra essere alto e largo quanto un normale palmare con display Vga; al contrario, lo spessore tradisce subito una taglia ben più ampia dei concorrenti privi di modulo telefonico e tastiera Qwerty estesa. Il merito va probabilmente al colore scuro e al disegno filante: il confronto ravvicinato con altri Pda, al contrario, mette subito in rilievo le reali fattezze, che rientrano comunque (secondo un giudizio inevitabilmente soggettivo) nel concetto di 'tascabile'.

Confrontiamolo, per farcene un'idea, con un palmare dai forti contenuti tecnologici ma dalle dimensioni compatte: il Pocket LOOX 720 della Fujitsu Siemens (che più avanti useremo ancora come termine di paragone). Nella foto sono evidenti i millimetri in più che JasJar si porta appresso.

Ancora più manifesto, come anticipato, il generoso spessore del Pda Phone i-Mate. Misure abbondanti che nella tasca della giacca ed in quella dei pantaloni si fanno sentire.
La qualità costruttiva di JasJar è di alto livello. Siamo probabilmente davanti alla macchina con la migliore cura per l'assemblaggio che ci sia mai capitato di conoscere. Soltanto la parte superiore della scocca è ricoperta da una sottile lamina di alluminio, ma la plastica utilizzata per la parte restante del corpo è rigidissima, tanto che per distinguerla dal metallo bisogna fare affidamento ad un 'trucco': 'stimarne' al tatto la temperatura, e confrontarla con quella dell'alluminio. La differenza, in questo caso, sarà evidente.
|