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FATTORE FORMA
iPod Nano pesa 42 grammi, ha un display a colori da 170 x 132 pixel, leggibile anche in cattive condizioni di luce nonostante la bassa definizione, e vanta un'autonomia (dichiarata) di 14 ore in riproduzione musicale.

Nano è, semplicemente, bello: l'intero corpo è lucidato a specchio sia sul lato frontale, nero in questo caso (l'alternativa in commercio, lo ricordiamo nuovamente, è bianca), sia su quello posteriore, cromato. Al tatto trasmette sensazione di robustezza, compattezza, qualità. Realizzato in metallo e materiale plastico ad altissima rigidità, sembra però incapace di garantire l'integrità in caso di caduta. Una considerazione, questa, meramente dottrinale: eventuali costi di riparazione a parte, non avremmo comunque avuto il coraggio di sperimentare sul campo l'effettiva resistenza agli urti.

Punto di forza le dimensioni, come preannuncia il nome: Nano è piccolo, e pesa soltanto 42 grammi. Ma al contrario di quanto evochi il suo nome, la forma è slanciata e filante, spessa poco più di un robusto righello di plastica, di quelli che troviamo nel raccoglitore delle penne di qualsiasi scrivania. Nella foto in alto un primo confronto, in questo caso con due tipi di schede di memoria, termine di paragone sicuramente familiare agli appassionati di tecnologia tascabile.

Ancora una comparazione, mirata in questo caso ad evidenziare il ridotto spessore. Da sinistra: l'iPod Nano, una scheda Compact Flash, un connettore Usb (proprio quello con il quale è fornito l'iPod Nano).

Presa consapevolezza delle proporzioni, scendiamo nel dettaglio. Nella foto in alto la 'testa' del player, dove troviamo un solo pulsante: posizionato su 'Hold', blocca qualsiasi funzione ed impedisce la pressione involontaria dei tasti presenti sulla parte frontale.

Siamo ora, invece, alla base. A sinistra il connettore, che svolge anche il ruolo di presa di alimentazione. A destra la porta di ingresso per gli auricolari stereo (Nano accetta soltanto cuffiette originali Apple).

Ed ora la schiena di Nano. Il fotografo si è divertito a stuzzicare la cromatura a specchio, dotando il device di una nuova 'pelle', frutto di luce riflessa.
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