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HTC HD2 recensione SoloPalmari: Web, multimedia, sistema, autonomia. Parte 3.

Postato 14 Ottobre 2009 da Gti in Le Recensioni

HTC HD2 recensione SoloPalmari. Nella 3a ed ultima parte il focus su multimedialità, Internet, interfaccia TouchFLO 3D Sense, autonomia. E conclusioni.

HTC HD2 senza più segreti, potremmo dire ora che siamo giunti alla terza ed ultima tappa della recensione che SoloPalmari ha dedicato, in anteprima mondiale, al prossimo smartphone di punta del costruttore taiwanese (qui la prima e la seconda parte dell’approfondimento). In realtà l’HTC HD2 è caratterizzato da un tasso di innovazione che va ben oltre il primo display capacitivo e multitouch di Windows Mobile, o la CPU da 1 GHz che garantisce prestazioni inusitate, entrambi oggetto di test nelle scorse ore. A nostro avviso il device si proporrà come precursore, ci auguriamo presto affiancato da altri device, di una nuova fase per la piattaforma tascabile di Redmond, chiamata ad affrontare le sfide del mercato e di concorrenti sempre più agguerriti. Dunque lo smartphone avrà ancora molto da dire quando, finalmente, sarà nei negozi. Ed i lettori di SoloPalmari avranno altre occasioni di sentir parlare dell’HTC HD2, su queste pagine come su quelle della più competente ed accogliente community italiana riservata alla tecnologia mobile.
Per adesso però ci sono da aprire i quattro capitoli della review ancora non letti: esperienza Web, interfaccia utente e sistema operativo Windows Mobile 6.5, multimedialità, autonomia. Al termine, naturalmente, ci attende il giudizio conclusivo e l’elenco dei pro e dei contro. Buona lettura.


HTC HD2, esperienza Internet.

L’HTC HD2 ha ben due browser, non uno soltanto, e l’accesso ad Internet è offerto direttamente dall’interfaccia principale e dal tab dedicato nel TouchFLO 3D “Sense”: laddove ce ne fosse bisogno, questo conferma la grande attenzione che, nel neonato smartphone Windows Mobile 6.5, è stata riservata alla connettività.

Il primo client HTML è quello nativo, sul quale non ci soffermeremo. Valga soltanto sottolineare che nel nuovo Internet Explorer Mobile gli sforzi di Microsoft rivolti ad un netto miglioramento dell’usabilità e dell’efficienza ci sono e si vedono. Siamo però ancora lontani da risultati degni di nota.

Molto più avanzato ed efficiente è invece Opera Mobile (qui in versione 9.7). Grazie alle ottime performance dell’HTC HD2 il browser guadagna in scioltezza e velocità, tanto nel rendering quanto nel dowload dei dati e nel cosiddetto “panning” (il muovere la finestra in lungo ed in largo con le dita). In più il browser si è subito allineato alle caratteristiche esclusive del display dell’HD2, divenendo compatibile con la funzione multitouch: con un pizzico, e con il suo movimento contrario, è possibile zumare ed allargare la visuale a piacimento (funzione che ancora può praticarsi, ma non con la stessa efficacia e versatilità, anche attraverso il doppio tap sul touchscreen).

A conti fatti l’accoppiata tra HTC HD2 e Opera Mobile offre un’esperienza Internet gratificante e produttiva, di gran lunga superiore a quella di qualunque smartphone Windows Mobile provato nei laboratori di SoloPalmari fino ad oggi, e quasi all’altezza dei migliori concorrenti. Quasi, abbiamo detto, perché l’applicazione di Opera Software e lo stesso sistema operativo di Redmond hanno ancora strada da fare prima di poter davvero competere con il Web surfing offerto dai dispositivi Android, da alcuni Symbian, da Maemo 5 e dall’Apple iPhone 3GS.

HTC HD2, Windows Mobile 6.5 ed il TouchFLO 3D Sense

Come sottolineato nella recensione dedicata all’HTC Touch2, i progressi registrati da Microsoft con il rilascio della versione 6.5 di Windows Mobile sono meritevoli di lode, perché la piattaforma oggi è più semplice ed intuitiva, può più agevolmente essere utilizzata con le sole dita, ed a volte pare persino leggermente più veloce e puntuale di quanto si potesse sperare.

Ma il grosso del merito di un device che finalmente consente di interagire con il monitor come con quello di un melafonino (a finestre e multitasking) va all’HTC HD2 ed alla potenza del suo impianto hardware, che riesce in moltissime occasioni ad imbrigliare, governare e lanciare al galoppo quei numerosi e spesso invisibili processi di sistema che di Windows Mobile sono il cruccio ed il vanto.

Purtroppo è proprio in questo tema che riscontriamo il più evidente e seccante limite del sistema: quando l’utente si addentra nelle impostazioni avanzate talvolta si ritrova a doversi confrontare con menu e pulsanti che persino l’avanzata UI di HTC non è ancora riuscita a rivoluzionare, e con i quali è davvero difficile avere la meglio se ad interagire sono le dita e non un pennino (in alto uno screenshot di esempio). Questo, in un dispositivo con display capacitivo dove lo stilo non funziona, è un limite assolutamente non trascurabile.

Fortunatamente lasciati alle spalle i circoscritti difetti appena denunciati, e rimessi alle speranze di un tempestivo aggiornamento funzionale ad opera degli stessi sviluppatori del TouchFLO 3D, nell’HTC HD2 tutto il resto è un piacere. Sfogliare le directory, gli elenchi dei programmi o la lista dei contatti, navigare tra le applicazioni, lanciarle ed usarle, anche in gran numero simultaneamente, non comporta quasi mai rallentamenti e imprevisti. A meno di lasciarsi prendere la mano, eventualità peraltro decisamente realistica con l’HD2.

HTC HD2, multimedialità audio / video.

Delle spiccate capacità multimediali dell’HD2, ed in specie delle prestazioni dell’impianto grafico, ci siamo già occupati in altro capito di questa review, e dunque questo specifico tema potrà essere saltato a piè pari.

In quella occasione, però, non si è detto di quanto possa risultare piacevole riprodurre video ad una risoluzione elevata (di proposito non abbiamo parlato di alta definizione) su di un display con diagonale da ben 4.3 pollici. La visione di film è quanto di più soddisfacente offra il mercato degli smartphone, soprattutto se si utilizzano gli auricolari stereo, forniti nella confezione e dotati di comandi remoti con funzioni play, pausa, avanti e dietro.

Il sottosistema acustico è certamente all’altezza dell’intero impianto multimediale: l’audio è pulito ed equilibrato, e d’altra parte può adattarsi alle preferenze ed ai gusti degli utenti grazie all’applicazione Audio Booster fornita da HTC.

Il programma permette di amplificare il volume di uscita, il cui massimo livello avremmo però preferito più elevato, e di impostare manualmente o tramite modalità predefinite l’equalizzatore. Audio Booster funziona tanto nel player dedicato quanto in quelli di terze parti (è il caso, ad esempio, di CorePlayer).

Tra le specifiche ufficiali dell’HTC HD2 non è espressamente menzionata la presenza del tuner FM (ipotizziamo ma non riveliamo le inconfessabili ragioni della scelta). La radio, che invece c’è ed è peraltro dotata di funzione RDS (visualizzazione del nome dell’emittente), non soltanto garantisce una discreta ricezione del segnale ad onde corte tramite le cuffiette (fanno da antenna, e sono indispensabili), ma offre anche una buona qualità del suono.

Anche qui il massimo volume avrebbe potuto essere più elevato, e purtroppo in questo caso l’Audio Booster ed il suo equalizzatore non sembrano sortire effetti.
Come già accennato in altro approfondimento, l’uscita audio monofonica del diffusore vivavoce, posto sulla schiena del device, ha invece volume proporzionato a qualunque ipotesi di utilizzo.

HTC HD2, autonomia.

Innanzitutto una premessa, fondamentale, è necessaria prima di addentrarci nel capitolo “autonomia”: la ROM installata nel prototipo dell’HTC HD2 testato nei laboratori di SoloPalmari è una “beta”, sebbene relativamente recente, che tra l’altro non sfrutta l’intera memoria RAM disponibile (448 MB). Conseguentemente la versione retail del dispositivo potrebbe avere persino prestazioni superiori a quelle sin qui registrate, che a loro volta comporterebbero un maggior dispendio di elettricità.

Before going into details on battery life, an introduction is necessary: the ROM installed in the prototype HTC HD2 that has been tested in the labs of SoloPalmari is a “beta” version, although relatively stable, that does not fully utilize the available RAM (448 MB). Therefore the retail version of the device could feature performances even better than those we recorded, that could request more power and consequently influence battery life.

Furthermore, the fine tuning of power consumption (and its trade off on performance) is one of the last features defined in setting up the firmware. As a result, the scoring based on battery life is provisional, and will have to be verified using a final version of the smartphone.

Se a questo si aggiunge il fatto che la “regolazione” del consumo energetico di un terminale tascabile è proprio quello che viene affidato all’ultima fase del tuning di un firmware, così come il bilanciamento fra quello e le performance, se ne deduce che il giudizio espresso sulla batteria da 1.230 mAh e sull’autonomia non può che considerarsi “sospeso”. In attesa, naturalmente, di poter sciogliere le riserve provando l’edizione definitiva dello smartphone.
Fatte le dovute anticipazioni lasciamo spazio alle prove, effettuate in due modi: attraverso Sbp Benchmark, tool già utilizzato per verificare la reattività del sistema, e tramite la valutazione diretta del comportamento del device nell’uso quotidiano. Partiamo con il primo dei test.

Spb Benchmark offre svariati sistemi per valutare il grado di autonomia, e fra questi ce n’è uno che più volte in passato SoloPalmari ha preferito (qui un esempio). L’esame consiste nel lasciare acceso e con retroilluminazione impostata al massimo il display del terminale, mentre l’applicazione si premura di effettuare operazioni definite “ordinarie” (in linea di massima vengono utilizzati programmi nativi, come ad esempio Word Mobile, per aprire, chiudere e salvare automaticamente documenti ed altri tipi di file). Requisito prescritto dal test è quello di disattivare tutte le interfacce wireless, e dunque di spegnere il telefono, il Wi-Fi, il Bluetooth.
Nel mettere in pratica la procedura SoloPalmari si è premurata di sottoporre preventivamente l’HTC HD2 a tre cicli di carica, così da offrire all’accumulatore la possibilità di avvicinarsi alle massime potenzialità. Ci si è inoltre accertati che sullo smartphone non fossero attivi processi evidenti in background, come ad esempio ActiveSync. Si è infine effettuato un hard reset prima dell’esperimento, ed il device è stato collegato alla rete elettrica e non alla porta USB di un computer per ricaricare completamente la batteria.
Poiché i grafici prodotti da Spb Benchmark non sono immediatamente e facilmente comprensibili se privi di termini di paragone, la redazione ha avuto cura di condurre il medesimo test su altri tre terminali più o meno attuali e con le stesse modalità. Vediamo quindi i risultati e mettiamoli a confronto: li commenteremo successivamente.

HTC HD2, test batteria

HTC HD, test batteria.

HTC Touch2, test batteria.

HTC Touch Pro2, test batteria

I risultati parlano da soli: sul primo gradino del podio arriva l’HTC HD, con 7 ore e 24 minuti. D’altra parte c’era da aspettarselo: il predecessore dell’HD2 è considerato, sotto questo profilo, uno dei più dotati smartphone Windows Mobile HTC. Segue, a circa un’ora di distanza, il successore: l’HTC HD2 resiste alla prova per 6 ore e 33′. Dietro di lui, a distanza progressiva, si piazzano l’HTC Touch2 ed il Touch Pro2, rispettivamente con tempi di circa 5 ore e 4 ore e tre quarti.

Dunque, a giudicare dai test i timori di un terminale che non sia capace di funzionare a lungo senza approvvigionarsi ad una presa elettrica sono infondati. Tuttavia la prova appena conclusa non può rappresentare, da sola, un elemento di valutazione obiettivo: può soltanto prestarsi per avvalorare o eventualmente contraddire le esperienze sul campo. Ebbene: nei pochi giorni in cui l’HTC HD2 è stato ospite della redazione il terminale è stato raramente lasciato da solo, come si può ben immaginare. Sottoposto quindi ad un carico di lavoro davvero pesante il neo annunciato Windows Phone si è comportato in modo senz’altro apprezzabile, lasciando ipotizzare un’autonomia sufficiente a coprire un’intera giornata di utilizzo ordinario. Traducendo con esempi e comparazioni: la capacità della batteria dell’HD2 è più “proporzionata” alla struttura hardware di quanto non sia quella di alcuni concorrenti; ed è sostanzialmente equiparabile, non necessariamente equivalente, a quella di colleghi di scuderia meno esigenti in fatto di risorse energetiche.

HTC HD2, conclusioni.

Nel riportare su queste pagine le anticipazioni e le voci di corridoio su specifiche e funzionalità, che a frotte avevano circondato l’HTC HD2 prima che si rivelasse ufficialmente, credevamo di poter discutere attraverso quegli argomenti di un terminale fortemente innovativo. Ci sbagliavamo: la vera novità non era nelle sigle e nel mero prospetto della scheda tecnica.

La nostra impressione oggi è che l’inaspettato che l’HTC HD2 porta con se può più facilmente essere compreso se si accantonano le caratteristiche hardware e software. E si incomincia, finalmente anche in ambiente Microsoft, a parlare di esperienza d’uso.

Il sistema, l’abbiamo detto, è cambiato molto è si è fatto più “friendly”, non solo “finger”. Ma questo non basterebbe affatto se l’interazione tra macchina e terminale non fosse mediata da quel TouchFLO 3D Sense su cui HTC sta investendo molte delle sue risorse. Pertanto la prima chiave del successo che a nostro avviso non mancherà di premiare il device è nella possibilità di personalizzare l’accesso a funzioni e applicativi, ora più immediati ed efficienti; nell’elegante ed evoluta grafica animata, che adesso ama anche farsi guardare oltre che utilizzare; nell’impostazione logica stessa dell’interfaccia taiwanese, che mette tutto a portata di dita sfruttando abilmente il multitasking proprio della piattaforma.

La seconda carta vincente dell’HTC HD2 è nelle prestazioni. Attenzione però: a sorprendere al primo contatto i futuri utilizzatori non sarà la velocità di esecuzione di questo o quel programma, comunque spesso di gran lunga superiore alla media, ma piuttosto l’obbedienza, la coerenza, la fedeltà con le quali la macchina risponde ai comandi impartiti con le dita. “Smooth” direbbero gli anglofoni per definire il comportamento dell’HD2; fluido e privo di fastidiosi ritardi, diremmo noi citando un’altra tappa storica, molto meno recente, di Windows Mobile.

Infine la terza “arma segreta” dell’HTC HD2 è la capacità di farsi perdonare. Non certo per le dimensioni che, a fronte di un generosissimo display, sono tutto sommato contenute, e che comunque rispettano i requisiti di tascabilità e maneggevolezza. E tanto meno per un prezzo (previsto) che si attesta fra i più alti del mercato. Piuttosto con la sua accondiscendenza alle esigenze degli utenti l’HTC HD2 saprà farsi apprezzare nonostante un sistema operativo che necessita dell’impianto hardware di una console portatile per scrollarsi di dosso critiche e detrattori. E che guai ad andare fino in fondo ai meandri delle sue impostazioni, perché prima o poi si scopre che il gigante Microsoft è talmente grande e grosso che non gli è possibile arrivare in quegli anfratti del sistema operativo così stretti e remoti che persino la punta di un dito fa fatica ad entrarci. Tant’è: gli ingegneri HTC, ne abbiamo conferma diretta, stanno ancora profondendo il loro impegno e spendendo le ultime risorse per porre rimedio, prima che sia dato il via alla distribuzione. Un augurio di buon lavoro, in questo caso, ci pare il miglior congedo per un’anteprima.

HTC HD2, pro e contro.

– Pro

  • Prestazioni
  • Ergonomia
  • Interfaccia utente e “sistema” di derivazione HTC Sense
  • Esperienza d’uso
  • Dimensioni display
  • Tecnologia capacitiva a multitouch
  • Doppio flash LED fotocamera

– Contro

  • Alcune voci di menu delle impostazioni di sistema, inadatte all’uso con le dita
  • Peso
  • Volume massimo in cuffia
  • Risultati fotocamera migliorabili

Nota: alcune voci della valutazione sintetica possono variare con l’esame di una versione definitiva del dispositivo, perché potrebbero essere oggetto di revisione funzionale prima della distribuzione. Si indicano qui, a mero titolo di esempio, il “Volume massimo in cuffia” e le “Voci di menu di alcune impostazioni di sistema”.

SoloPalmari ringrazia, in ordine casuale: la Solo Talpa, per le anticipazioni e la disponibilità; mpowerbit, per il prezioso apporto diretto; i colleghi responsabili di SoloPalmari People, la cui competenza è insostituibile. E con i quali discutere e confrontarsi è sempre fonte di arricchimento.

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Autore

Gti



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