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HTC S310 (Oxygen) – Esclusiva SoloPalmari – Recensione

Postato 4 agosto 2006 da Gti in Le Recensioni

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Recensione SoloPalmari (pagina I)

HTC Oxygen – Non chiamatelo “entry level”

Introduzione
Tempo fa, quasi un anno ormai, sul Web trapelarono alcune indiscrezioni relative alla roadmap di HTC. C’erano voci che parlavano di uno smartphone economico, creato per fare breccia nel mercato laddove i dispositivi avanzati faticano ad arrivare per via dei prezzi, troppo alti rispetto ai telefonini ordinari. Da allora il nome Oxygen si è ripresentato più volte, in alcuni casi identificandosi con le ipotesi originarie, altre volte arricchendosi via via di feature più o meno realistiche. Oggi Oxygen è nei laboratori di SoloPalmari, con anticipo di alcune settimane rispetto alla presentazione ufficiale e alla commercializzazione. Quanto, rispetto ai “rumor”, viene confermato? Tutto e niente: vediamo perché.

L’HTC Oxygen è sì uno smartphone “entry level”, ovvero un dispositivo che si rivolge al grande pubblico. Ma la sua natura “economica” non è nei materiali costruttivi e nelle specifiche, che restano di discreto livello. Tantomeno si riscontrano limiti nelle prestazioni, come dimostrano i test che avanti proporremo. La reale differenziazione rispetto ai modelli più “ricchi” viene praticata, invece, attraverso due mosse ben precise: il contenimento della risoluzione del display, inferiore a quella QVGA con la quale i “Tornado” e lo “Startrek”, sempre di provenienza HTC, ci hanno di recente viziato; e l’assenza di protocolli di comunicazione senza fili a banda larga (EDGE/UMTS/WiFi). Il primo aspetto, tuttavia, ha un risvolto della medaglia: la minore definizione ha consentito di contenere anche le dimensioni dello screen, contribuendo a ridurre quelle complessive, che finiscono quindi per rappresentare uno dei punti di forza di questo dispositivo.

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Fornitura
Gran parte degli accessori forniti con altri smartphone HTC si ritrova anche nella confezione dell’Oxygen: alimentatore, cavo di sincronizzazione e di ricarica USB/miniUSB, manualistica e garanzia. Fa eccezione soltanto la custodia, ad oggi non prevista.

Sono invece presenti gli auricolari a filo, destinati sia ad incanalare le conversazioni telefoniche (è presente il regolatore del volume ed un tasto per l’accettazione e la chiusura delle chiamate), sia a riprodurre la musica in stereofonia. Buona, nel primo e nel secondo caso, la qualità audio.

Specifiche
Un’avvertenza: alcune delle specifiche che seguono, riferite al sample oggetto della recensione, potrebbero variare anche in misura sensibile rispetto alle versioni che presto arriveranno nei negozi. Il lettore le acquisisca con beneficio d’inventario.
Si consideri, infine, che il dispositivo è predisposto per due configurazioni: con e senza slot per espansioni di memoria. Saranno i singoli distributori a scegliere fra le due opzioni.

  • Sistema operativo: Windows Mobile 5.0
  • CPU: TI OMAP 850 da 200 MHz
  • Memoria: 64 MB RAM, 64 MB ROM
  • Display: 2″, risoluzione 176 x 220 TFT, 64k colori
  • Modulo telefonico: quadband, GSM/GPRS class B, Multi-slot standard class 10
  • Interfacce: Bluetooth 2.0, USB
  • Espansione: slot miniSD/SIM+ (512 Kb)
  • Audio: speaker mono (vivavoce), presa auricolari stereo (miniUSB), vibrazione (allarme telefonico)
  • Batteria:
  • Dimensioni e peso: n.d. (in attesa si verifica)

Recensione SoloPalmari (pagina II)

HTC Oxygen – Non chiamatelo “entry level”

Estetica, ergonomia, qualità costruttiva
L’Oxygen non ha la scocca in alluminio e materiale polimerico, come quella del Qtek S200, ma è interamente in plastica. Niente feeling metallico, dunque, ma fra le mani il device si mostra sufficientemente robusto e compatto. Peraltro le giunzioni delle componenti esterne, compreso il coperchio del vano batteria, sono salde e prive di imperfezioni.

La tastiera alfanumerica ha pulsanti generosi, capaci di agevolare la digitazione dei numeri e dei caratteri. Un po’ meno ampi i tasti superiori, come il pad multidirezionale e le Soft Keys; le dimensioni, tuttavia, restano nella media degli smartphone di recente generazione.

Funzioni hardware
Scendiamo nel dettaglio e incominciamo ad osservare da vicino la configurazione hardware dello smartphone.

L’immagine in alto ci offre l’occasione per soffermarci sui pulsanti legati al modulo telefonico, connotati dalle icone (in questo caso stilizzate) della cornetta rossa e di quella verde. Gradevole davvero la soluzione adottata, che ha consentito di incassare i tasti sulle estremità laterali del primo piano, creando un elegante contrasto cromatico tra il nero ed il grigio, i due colori dominanti.

Quasi invisibile, appena sopra il display è inserita la feritoia dalla quale proviene l’audio delle conversazioni telefoniche. All’interno sono ancora più nascosti i led luminosi di segnalazione: alternandosi tra il rosso, il verde ed il giallo, indicano l’attività del telefono, dell’interfaccia Bluetooth, ed emettono avvisi (all’arrivo di una chiamata, ad esempio, o di un SMS).

Il fianco sinistro presenta esclusivamente i tasti per la regolazione del volume, gradevolmente dissimulati dall’inserto laterale di colore nero.

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Sul lato destro del device sono invece incassati i pulsanti per l’accensione e lo spegnimento, e per il richiamo della fotocamera.

Alla base della scocca è posizionato l’ingresso miniUSB, attraverso il quale lo smartphone può essere sincronizzato con un PC, e alimentato (invariabilmente da presa USB o da rete elettrica). La stessa porta integra l’uscita audio per gli auricolari stereo, soluzione evidentemente gradita al costruttore tanto da essere stata adottata anche nel recentissimo TyTN, PDA di fascia alta. I due fori simmetrici visibili a sinistra consentono l’inserimento di un laccetto da polso. Il foro più piccolo, in basso, nasconde il microfono.

L’intera schiena del dispositivo è occupata dal coperchio del vano batteria. In alto, a sinistra, campeggia l’obiettivo della fotocamera, da 1,3 megapixel. Non tragga in inganno la feritoia a mezzaluna che ne costeggia un fianco: la camera non è dotata di funzione macro. Più a destra, coperto da un cappuccio in gomma, l’ingresso per un’antenna telefonica esterna.

Solleviamo il coperchio per curiosare all’interno. Una volta estratta la batteria si ha accesso allo slot per la SIM e a quello miniSD.

Recensione SoloPalmari (pagina III)

HTC Oxygen – Non chiamatelo “entry level”

Dimensioni a confronto
Un nuovissimo dispositivo merita un termine di paragone almeno recente: è così che, con l’obiettivo di rendere idea delle dimensioni dell’Oxygen, questi viene confrontato con l’appena commercializzato HTC MTeoR, smartphone di fascia alta (che sarà oggetto di recensione sulle pagine di SoloPalmari quanto prima).

Posti di fianco, l’uno all’altro, i device mostrano immediatamente le differenze stilistiche che ne caratterizzano il design: squadrato e filante il MTeoR, sinuoso e tondeggiante l’Oxygen. Quest’ultimo, e qui viene confermato il vantaggio di possedere un display piccolo, è sensibilmente più corto del fratello maggiore, ed appena più stretto.

Minima, quasi trascurabile, è invece la differenza in termini di spessore, come risulta evidente dall’immagine in alto.

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Multimedia: audio
Ribelle e giovane, nella linea come nel carattere, l’Oxygen non vuole per nulla adeguarsi al ruolo di “entry level” che HTC gli assegna. Ed ecco allora che messo alla prova sul piano della multimedialità lo smartphone si afferma con vigore e prepotenza: eccellente il sottosistema audio, grazie al quale è possibile ascoltare la musica come e meglio di un dispositivo dedicato.

Per testare a fondo questo aspetto abbiamo riversato sulla memoria del device un file MP3 encodato a 192 kbps: attraverso le cuffie il brano è stato riprodotto nel migliore dei modi, con una resa acustica che ci ha sorpreso per la capacità di rispettare appieno le escursioni armoniche originarie, e di esprimere con corposità e profondità le più forti tonalità basse.

Multimedia: fotocamera
Buoni i risultati, in relazione alla categoria, ottenuti con la fotocamera. Dotato di una risoluzione da 1,3 megapixel, l’obiettivo è in grado di catturare immagini di discreta qualità, utilizzabili senza problemi per arricchire documenti di testo, per essere pubblicate sul Web, per creare MMS.


Click sull’immagine per visualizzare l’originale

Una foto al cielo leggermente nuvoloso ci permette di verificare la buona tolleranza dei forti contrasti luminosi. Non sembrano esserci predominanze cromatiche, e la focalizzazione non si disperde in misura sensibile lungo i bordi dell’inquadratura.

Click sull’immagine per visualizzare l’originale

Confortante la ripresa di immagini dalla distanza ravvicinata. Il testo viene catturato con sufficiente leggibilità, così da consentire l’impiego della fotocamera a fini “documentali”.

Multimedia: video e benchmark TCPMP
Il monitor è piccolo, e la risoluzione è bassa. Ma neanche questi limiti riescono a frenare la vocazione multimediale dell’Oxygen. Abbiamo provato a guardare una demo di “Matrix”, cult movie per gli appassionati di tecnologia e di fantascienza: ebbene, il risultato è stato tutt’altro che scoragiante, tanto più che l’utilizzo degli auricolari, ed il beneficio dell’ottimo impianto acustico, ci hanno permesso di immergerci nella visione del film in un’atmosfera di pieno coinvolgimento.

Per misurare le prestazioni dell’interfaccia grafica ci siamo serviti di The Core Pocket Media Player, riproduttore multimediale Open Source divenuto oramai uno standard, e di un file video con risoluzione 150 x 216 pixel, presente su pagine Web legate agli sviluppatori del programma (chiunque desideri ripetere il test può scaricare il filmato a questo indirizzo).

Come risulta evidente dagli shot riportato in alto, il test ha fatto registrare risultati eccellenti (si ricordi tuttavia che la risoluzione video del file utilizzato nella prova è molto bassa): 224,35%. Il dato sta a significare che l’Oxygen è in grado di riprodurre il video ad una velocità pari ad oltre il doppio di quella originale; è quindi ampiamente garantita una visione fluida e priva di interruzioni.

 


Recensione SoloPalmari (pagina IV)

HTC Oxygen – Non chiamatelo “entry level”

Software preinstallato
Proseguiamo ora con una rapida scorsa agli applicativi preinstallati nel device. Per gran parte sono gli stessi che ritroviamo in altri smartphone Windows Mobile, ed in specie in quelli marchiati HTC.

Oltre la suite Microsoft, fornita con il sistema operativo e composta dai programmi di base, sono presenti i visualizzatori ClearVue ed alcune applet legate al modulo telefonico.

 

Ripresi nell’ultima schermata, il software Comm Manager assume il compito di gestire le connessioni e i processi di sincronizzazione, mentre “Video Recorder” sfrutta l’obiettivo della digicamera per registrare filmati a bassa risoluzione.

Modulo telefonico
Nessuna nota di rilievo in relazione alle funzioni telefoniche: la sensibilità di ricezione dell’antenna integrata è parsa rientrare nella norma, e la risposta degli applicativi di gestione delle chiamate immediata ed efficiente. L’audio non presenta distorsioni del timbro dell’interlocutore, la cui voce viene ricevuta in modo chiaro e pulito.

Nella connessione dati si sente, ovviamente, la mancanza di avanzati protocolli di comunicazione (EDGE e UMTS); d’altra parte non è in questo terreno che l’Oxygen manifesta volontà di primeggiare, ed in ogni caso lo standard GPRS è certo sufficiente a svolgere i compiti fondamentali che normalmente uno smartphone è chiamato a sostenere.

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Connettività wireless
Per comunicare a corto raggio con altri dispositivi, e quindi inviare file, collegarsi ad auricolari senza fili o prestarsi come modem, l’Oxygen può contare sull’interfaccia Bluetooth. In alcuni test empirici il protocollo, che secondo le specifiche è informato allo standard 2.0, si è mostrato stabile e reattivo.

A mero titolo di esempio: siamo stati in grado di trasmettere un’immagine da 50 Kb in due secondi ad un palmare (Fujitsu Siemens N560); quest’ultimo era posto ad una distanza di sette metri, con due muri tramezzi di medio spessore a fare da ostacolo.


Recensione SoloPalmari (pagina V)

HTC Oxygen – Non chiamatelo “entry level”

Prestazioni
Sempre valutate sulla base di prove empiriche, le prestazioni dello smartphone sono ben più elevate di quello che ci si potrebbe aspettare. Il processore Texas Instruments OMAP 850 da 200 MHz è in grado di supportare ogni carico di lavoro senza difficoltà, anche laddove diverse applicazioni vengano tenute aperte simultaneamente.

Il lancio di file di piccole e medie dimensioni e sufficientemente veloce (un’immagine da 50 Kb viene visualizzata sul display in circa tre secondi), e la transizione da una schermata ad un’altra è praticamente istantanea. Rapidissima la navigazione del file system, sia dal dispositivo sia da PC attraverso una connessione USB/ActiveSync. Più in generale il device si mostra pronto, efficiente, ancora una volta per nulla intimorito dal suo status di “entry level”: l’Oxygen proprio non ci sta a vestire i panni del figlio povero.

Autonomia
Perché i test sull’autonomia possano essere considerati realistici è necessario attendere che si siano consumati almeno tre processi completi di ricarica. I risultati verranno pubblicati non appena possibile.

Intanto una valutazione di massima, basata sulle prime ore di utilizzo: lo smartphone, dotato di batteria da 1.150 mAh, dovrebbe poter garantire due giorni di uso intenso.

Conclusioni
Prima di ricevere la confezione che contiene il nuovissimo Oxygen eravamo certi si trattasse di uno smartphone che nei fatti, oltre che nelle premesse, si sarebbe rivelato un dispositivo “economico”. Abbiamo dovuto ricrederci già dopo i primi minuti di utilizzo. Lo smartphone ha un sistema operativo pronto e reattivo; la scocca è in materiale plastico sufficientemente rigido, compatto, ed al tatto come alla vista trasmette sensazioni positive di robustezza e affidabilità.

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Complice il disegno originale e piacevole, dal riuscito contrasto cromatico, la buona ergonomia e le dimensioni molto contenute, l’approccio con il device risulta amichevole anche dopo svariate ore di utilizzo, segno di un buon equilibrio progettuale. Come accennato in apertura di recensione, l’unico vero assente in questo smartphone è la connettività broadband, che caratterizza invece i colleghi di fascia alta marchiati HTC. Ad essere sinceri, però, per questo piccolo ed efficiente smartphone sarebbe chiedere troppo con la pretesa di utilizzare comunicazioni wireless ad alta velocità; quasi un atto di scortesia verso la sua insospettabile generosità.

Pro e contro

Pro

  • – Dimensioni ed ergonomia
  • – Prestazioni
  • – Design
  • – Efficienza

Contro

  • – Assenza protocolli wireless broadband
  • – Uscita audio proprietaria (miniUSB)

Si ringrazia Dangaard Italia per la consueta, cordiale disponibilità.

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Autore

Gti



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