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HTC Touch: la recensione, di SoloPalmari. Anteprima assoluta.

Postato 7 giugno 2007 da Gti in Le Recensioni
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HTC Touch: (Elf – P3450)
Recensione SoloPalmari (pagina 1)

– Introduzione
A guardarlo sulla scrivania, spento, l’HTC Touch potrebbe essere scambiato per un grazioso cellulare, un sottile e “stylish” smartphone. A trarre in inganno è il display, il cui profilo stondato coincide con quello della scocca: non sembra affatto un touchscreen, tanto più che il vetro che lo protegge è ben più rigido del tipico monitor tattile al quale i PDA ci avevano abituati.
L’architettura hardware, per quanto ricca di funzioni, non è innovativa; al contrario, la tecnologia adottata per semplificare ed al tempo stesso potenziare la tipica interfaccia utente di Windows Mobile, può essere considerata sotto alcuni aspetti rivoluzionaria.

Il TouchFLO, brevetto HTC a cui ci riferiamo, consiste nel connubio tra impianto software, creato ad hoc dai progettisti, e sensori elettronici del digitalizzatore. Il sistema mette in grado il display di riconoscere ed interpretare non soltanto il tocco, ma anche il movimento delle dita, e di distinguere queste dal pennino. È così che l’elenco dei contatti in rubrica può essere ruotato con una “spinta” sul monitor dal basso verso l’alto o viceversa, ed è così che lo scrolling può proseguire per virtuale forza d’inerzia, fino a che avrà concluso spontaneamente la sua corsa o sarà stato volontariamente interrotto con un tap. Allo stesso modo può essere sfogliata una pagina Web o un documento Office, alla ricerca di un preciso punto fra i contenuti.

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– Fornitura
Il sample in prova, già implementato con il TouchFLO al contrario di alcuni prototipi distribuiti nelle scorse settimane presso i grandi rivenditori in tutto il Mondo, è del tutto simile ma non identico al modello che presto arriverà in commercio. La precisazione è d’obbligo sia per giustificare eventuali differenze rispetto alla versione definitiva del device, sia per motivare l’assenza di qualche dato accessorio. Ad esempio confessiamo di aver appreso soltanto alcune ore fa, attraverso il comunicato stampa ufficiale con il quale è stato presentato al pubblico, che l’HTC Touch verrà fornito con una microSD da 1GB compresa nel prezzo. Nella confezione troveremo inoltre, con ogni probabilità, il cavo di alimentazione/sincronizzazione USB/miniUSB, la custodia, gli auricolari a filo per la riproduzione in stereofonia della musica e, in monofonia, delle conversazioni telefoniche. Raramente lo useremo, ma è giusto citare anche il pennino, assieme alla guida cartacea e a Microsoft Outlook per il PC.

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– Specifiche
Abbiamo accennato ad un impianto hardware tradizionale, ma l’affermazione non va interpretata come un giudizio negativo. L’Elf, questo il nome in codice del progetto che ha dato vita all’HTC Touch, vanta un ricco bagaglio di feature. La connettività wireless, ad esempio, informata a tutti gli ultimi standard disponibili sul mercato consumer: il Bluetooth 2.0, per interfacciare periferiche ed altri terminali entro pochi metri, ed il Wi-Fi b/g, per sfruttare tutta la velocità di una connessione broadband senza fili.
Scendiamo in dettaglio.

  • SO: Windows Mobile 6 Professional
  • Telefono: quadband GSM/GPRS/EDGE
  • CPU: TI OMAP 850 da 200 MHz
  • Memoria: 64 MB RAM – 128 MB ROM (microSD da 1 GB fornita)
  • Display: 2,8” con risoluzione da 320 x 240 pixel
  • Connettività: Wi-Fi b/g, Bluetooth
  • Fotocamera: 2 MP
  • Espansione: slot microSD
  • Batteria: 1.100 mAh
  • Dimensioni e peso: 99,9 x 58 x 13,9 mm – 112 grammi

Batteria ben proporzionata, giusta dotazione di memoria, collaudata e parsimoniosa CPU, dimensioni e peso particolarmente contenuti. Il quadro delle specifiche vede soltanto un grande assente: il supporto alle reti 3G UMTS/HSDPA, protocollo che se in buona parte dell’Europa e del Mondo riveste ancora un ruolo comprimario, in Italia incomincia ad assurgere a standard. La scelta del costruttore va giustificata con l’esigenza di ridurre al minimo le proporzioni attraverso l’adozione di un chipset che da anni oramai rappresenta il miglior compromesso tra ingombri e prestazioni.  

HTC Touch: (Elf – P3450)
Recensione SoloPalmari (pagina 2)

– Estetica, ergonomia, qualità costruttiva
Il design, particolarmente ricercato, acquista nel Touch una sensualità inattesa, figlia del nuovo sistema di input. Le linee tondeggianti, i riflessi cristallini del display, la rigida scocca rivestita in materiale antiscivolo gradevole al tatto, creano tra l’utente e la macchina un feeling raramente provato prima con un PDA phone Windows Mobile. Accarezzare il touchscreen con il pollice per scorrere la rubrica si traduce in un gesto naturale e spontaneo, immediato, a dimostrazione di un’eccellente impostazione ergonomica. I materiali di buona fattura, associati all’assemblaggio robusto, compatto e privo di sbavature, completano un quadro costruttivo ed estetico pressoché inappuntabile.

– Profilo hardware
Avendo riservato buona parte delle sue funzioni al touchscreen, immediato transito alle applicazioni utilizzate più di frequente, l’Elf possiede una scocca dal disegno pulito, minimalista. Pochissimi i tasti, legati prevalentemente al modulo telefonico.

La pulsantiera principale, caratterizzata da una combinazione di colori che sembra voler rendere onore all’Italian Style, è composta da soli tre elementi: la “cornetta” verde e quella rossa, ed il pad multi direzionale (bianco). La corsa di quest’ultimo è sufficientemente precisa e robusta per prestarsi a svariate applicazioni, comprese quelle ludiche.

Essenziale anche la “testa” del palmare. Qui troviamo lo speaker telefonico: rettangolare, ricoperto da una griglia vagamente retrò, si presta come evidente elemento stilistico. Più in alto (a destra, in foto) trova posto il pulsante di accensione. A sinistra, incassato nella cornice grigia che circonda l’intero profilo esterno, c’è il vano porta pennino, appena visibile.

Sul fianco destro sono posizionati, sempre all’interno della cornice, il tasto di richiamo della fotocamera integrata ed uno sportellino che offre accesso allo slot microSD.

Un solo pulsante a sinistra: deputato alla regolazione del volume, può assumere ruoli ulteriori in funzione degli applicativi in uso.

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Sulla base sono incassati, da sinistra verso destra, il gancio per l’inserimento di un laccetto, il microfono, e la porta miniUSB che, come da tradizione HTC, è delegata all’alimentazione, alla sincronizzazione/connessione con un PC, ed all’inserimento degli auricolari mono/stereo a filo.

Siamo passati alla schiena del Touch. La superficie liscia, interrotta unicamente dall’obiettivo della camera e più a destra in alto dallo speaker vivavoce, nella versione definitiva del dispositivo riporterà anche il nome del modello.

Zumiamo sulla fotocamera, per mettere in rilievo la risoluzione delle ottiche, pari a 2 megapixel, e lo specchietto destinato ad agevolare l’autoscatto.


HTC Touch: (Elf – P3450)
Recensione SoloPalmari (pagina 3)

– Dimensioni a confronto

Che le dimensioni rappresentino uno dei maggiori punti di forza del device si comprende fin dal primo approccio. Nel raffronto con altri terminali, tuttavia, la caratteristica viene per forza di cose messa ulteriormente in rilievo. Chiamiamo dunque a raccolta altri tre palmari, scelti tra i più noti e diffusi sul mercato italiano: un HTC TyTN, il Glofiish X500 e l’M700.

Foto di gruppo per i PDA phone: un “elfo” che si rispetti si riconosce subito, perché è piccolo e di colore verde.

Ancora una comparazione: il Touch risulta avere uno spessore più contenuto dell’X500, già campione in questo campo (13,9 contro 15,5 millimetri).

– Multimedia: audio
L’aspetto del giovane “touch phone” di HTC sembra sottendere buone attitudini multimediali. Per testare quelle acustiche abbiamo riprodotto ed ascoltato un brano MP3 con alto grado di encoding, così da poter valutare appieno le capacità del sottosistema audio.
Davvero confortante il comportamento dello speaker vivavoce: suoni, musica e allarmi vengono diffusi a volume alto e senza distorsioni. La peculiarità può tornare molto utile laddove si utilizzi il device come navigatore satellitare: la voce guida potrà essere pienamente udibile anche in presenza di forti rumori di fondo.

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Meno entusiasmante il volume profuso dagli auricolari a filo, ma al riguardo teniamo ad una netta precisazione: è molto probabile che il limite sia legato alla ROM prototipale utilizzata dal dispositivo, ben lontana dall’aver ricevuto il tuning avanzato che avrà in fase di commercializzazione.

Buona la resa acustica generale, fedele come in un player dedicato, anche nei toni più bassi e corposi.

– Multimedia: fotocamera
Qualitativamente soddisfacenti gli scatti della fotocamera, se valutati in funzione della categoria, a fronte di una risoluzione di “soli” 2 megapixel. Anche in difficili condizioni di luminosità le foto ravvicinate di testi e immagini sono in grado di catturare dettagli relativamente piccoli, favorendo l’utilizzo dell’obiettivo come strumento per la documentazione visuale.
Di seguito alcuni esempi (cliccando sulle immagini vengono aperti gli originali).

– Multimedia: video e benchmark TCPMP
In occasione delle prove relative all’impianto grafico registriamo un gradito ritorno: al contrario di quanto era successo con le ultime macchine HTC recensite, l’ottimo player TCPMP, distribuito gratuitamente con licenza Open Source, ha dimostrato di poter funzionare senza dover ricorrere a stratagemmi destinati a scavalcare problemi di incompatibilità. Potremo nuovamente affidarci a lui per misurare le prestazioni.

Prestazioni che ben presto si riveleranno buone: con l’Elf possono essere riprodotti video, preventivamente encodati alla risoluzione del display (QVGA, ovvero 320 x 240 pixel), fluidamente ed ininterrottamente. Lo dimostra il benchmark praticato attraverso The Core Pocket Media Player utilizzando il videoclip di un notissimo film: messo alla prova, il sistema grafico supporta una velocità di riproduzione superiore di circa il 10 per cento (9,31%) a quella necessaria per evitare la perdita di frame.


HTC Touch: (Elf – P3450)
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– Software preinstallato
Siamo, con questo capitolo della recensione, nel regno del “TouchFLO”, tanto che ci troveremo costretti per esigenze di sintesi a trascurare gran parte degli altri applicativi di sistema, ai quali peraltro abbiamo già riservato in passato ampi spazi di approfondimento. Come già accennato, la tecnologia appena introdotta da HTC si basa sull’armonica sincronia fra il touchscreen ed il software dedicato, capace di interpretare il movimento delle dita sul display. Il funzionamento del sistema di “input dinamico” l’abbiamo già spiegato a parole: ora guardiamolo all’opera in un filmato.

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– TouchFLO: i grandi pulsanti
Di seguito riportiamo gli screenshot che riproducono gli altri aspetti della tecnologia TouchFLO. Oltre che permettere lo scorrimento dei contenuti sul display, l’interfaccia favorisce l’accesso alle applicazioni e alle funzioni più importanti implementando grossi bottoni virtuali, già a partire dal Today Screen di Windows Mobile 6. Di qui, puntando un dito sulla parte bassa del monitor e sfiorandolo verso l’alto, si richiama un secondo layer, che costituisce il launcher dedicato.

Il Today Screen secondo HTC: orologio e ampi tasti, utilizzabili con i polpastrelli.

A portata di dita, le previsioni meteo…

… o qualsiasi altra applicazione preimpostata dall’utente.

Avviato il launcher del TouchFLO possono essere immediatamente richiamati il player multimediale e l’album fotografico.

Facendo ruotare il launcher, sempre attraverso un gesto, si accede alla rubrica telefonica o agli strumenti di comunicazione dati.

Fra le impostazioni, l’opzione per attivare un suono associato allo scrolling inerziale dei contenuti.

HTC Touch: (Elf – P3450)
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– Modulo telefonico
Non ci sono note di particolare rilievo da citare in relazione al sistema telefonico integrato nel Touch: ricezione buona, nessun inconveniente registrato durante le connessioni dati, audio pulito e pienamente udibile in conversazione.

Il configuratore automatico per i carrier di mezzo Mondo, Italia compresa: utile ed efficace.
– WiFi e Bluetooth
La connettività senza fili riveste un ruolo importante tra le feature dell’ultimo nato HTC. Sia nell’utilizzo della tecnologia “Push”, sia nella navigazione Web, i moduli wireless integrati risultano efficienti ed affidabili.

Il “Comm Manager”, applet di sistema che offre l’accesso immediato alle impostazioni delle interfacce wireless

Una citazione di merito va all’interfaccia Wi-Fi: sottoposta a svariati test, si è rivelata sempre stabile e potente forse più che in tutti gli altri dispositivi provati fino ad oggi (circa 40, su piattaforma Windows Mobile 5.0, se si comprendono anche gli smartphone). Quello che maggiormente colpisce è il raggio d’azione dell’antenna, persino paragonabile per potenza a quelle adottate dai notebook di ultima generazione. L’augurio è che le sue capacità vengano confermate nella release commerciale del firmware.

Nell’immagine in alto è riportato l’elenco delle reti Wi-Fi “visibili” presso la redazione di SoloPalmari: nella medesima posizione l’HTC TyTN rileva soltanto due access point.


HTC Touch: (Elf – P3450)
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– Le prestazioni
Siamo arrivati ad un tema di sicuro interesse: le prestazioni. Lo scopo è quello di stimare le performance dell’HTC Touch attraverso uno strumento obiettivo, non per questo infallibile, al quale di consueto ci rivolgiamo: Spb Benchmark. Il tool consente di mettere alla prova i PDA phone Windows Mobile su svariati fronti, ed in specie la CPU, l’impianto grafico ed il file system.

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Riteniamo che i risultati siano pienamente confrontabili con quelli registrati nel recente passato con altri 30 palmari dotati di Windows Mobile 5.0: il Touch implementa la release 6 del sistema operativo, ma Spb Benchmark risulta pienamente compatibile con la nuova piattaforma tascabile di Redmond, anche alla luce del riscontro finale dei dati ottenuti.

– Benchmark: la CPU
Diamo inizio alla “gara” con la prova del processore. L’esame, nelle intenzioni, dovrebbe esprime unicamente le capacità della CPU, senza condizionamenti derivanti da componenti come il chipset o il tipo e la quantità di memoria adottata dal terminale. Proprio per questa ragione il test che segue è da considerarsi poco rappresentativo delle reali prestazioni di un PDA, la cui potenza è frutto di numerose variabili.
In alcuni passaggi della comparativa verrà coinvolto anche l’obsoleto Compaq iPaq 3600: viene utilizzato dalla Spb Softwarehouse come indice di riferimento, è può tornare a noi utile per paragonare la più vecchia generazione di Pocket PC con quelle più recenti.

Sappiamo bene che il Touch implementa un processore, il Texas Instruments OMAP da 200 MHz, particolarmente diffuso tra i PDA phone Windows Mobile. Il suo vanto sono i consumi, particolarmente contenuti a vantaggio dell’autonomia complessiva dei device; il suo fianco debole, in molte ma non in tutte le circostanze, è costituito invece dalla velocità di clock, ampiamente sufficiente a supportare multitasking ed applicativi onerosi, ma poco indicata per utilizzi “estremi”. Detto questo, guardiamo l’esito della prima prova: l’Elf si piazza al primo posto tra tutti i concorrenti che adottano la medesima architettura hardware. È sicuramente un motivo di vanto.


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– Benchmark: il file system
Nell’analisi del file system lo strumento di misurazione offerto dalla Spb Softwarehouse simula una serie di operazioni di lettura e scrittura sulla memoria di sistema. Questo test, al contrario del precedente, può rivelarsi particolarmente significativo, poiché esprime il tempo necessario ad un palmare per salvare ed aprire file, documenti, applicazioni.

Ancora una volta il piazzamento è di mezza classifica, ma ancora una volta l’HTC Touch conquista il primato rispetto ai diretti concorrenti. I dati confermano le impressioni maturate nell’utilizzo del device: le prestazioni sono soddisfacenti, e l’impiego di un’interfaccia elaborata com’è quella del TouchFLO non provoca rallentamenti apparenti.

HTC Touch: (Elf – P3450)
Recensione SoloPalmari (pagina 8)

– Benchmark: graphic index
Siamo al penultimo test, con il quale prenderemo in esame le capacità dell’impianto grafico. Dato il particolare impegno che la tecnologia TouchFLO dovrebbe comportare per la macchina, ci sarebbe da aspettarsi risultati poco entusiasmanti, da ultimo in classifica. Vediamo cosa succede.

Buona posizione in classifica, per quanto in questo caso l’Elf debba cedere il passo al collega HTC P4350, considerato ad oggi forse il più brillante PDA phone dotato di processore TI OMAP. Lo scarto fra i due, tuttavia, è davvero marginale, soprattutto se si considera che quando il concorrente era stato sottoposto benchmark il suo Today Screen era privo di qualsiasi plug-in. Quello del neonato HTC, lo sappiamo, implementa invece svariati pulsanti ed icone, i cui processi sicuramente incrementano il carico della memoria e del processore, influenzando indirettamente anche i risultati del sistema grafico.


HTC Touch: (Elf – P3450)
Recensione SoloPalmari (pagina 9)

– Benchmark: benchmark index
Ultima prova, la più rappresentativa. Con il test generale delle prestazioni si misura la reattività del device rispetto alle sollecitazioni a cui viene sottoposto dal tool della Spb Softwarehouse. Dovrebbe dunque, in linea di massima, offrire una realistica panoramica delle performance, ancor più credibile se confortata dalle impressioni maturate durante il reale utilizzo.

Con 293 punti il Touch merita la medaglia d’oro fra i dispositivi con medesima piattaforma. Risultato più che positivo, dunque, se si considera quanto abbiamo già sottolineato: certamente l’interfaccia TouchFLO, ed i processi di sistema che da questa vengono attivati, comportano un dispendio di risorse senza le quali le prestazioni sarebbero probabilmente ben più elevate.
In generale questa prova di benchmarking ci offre anche uno spunto di riflessione ulteriore, relativo all’evoluzione tecnologica dei dispositivi convergenti: si conferma il lento ma progressivo ed inarrestabile miglioramento delle performance in quei PDA phone che, solo fino ad un anno fa, non avrebbero retto alcun confronto con i palmari privi di connettività telefonica.

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– Conclusioni
Esprimere un giudizio spassionato ed obiettivo nei confronti del Touch non è cosa facile. Valutare il PDA in questo caso significa anche premiare il brillante spirito di iniziativa e la capacità di innovare di un’azienda che è tutto fuorché piccola, eppure capace di mostrare una versatilità che nulla ha a che spartire con le elefantiache multinazionali a cui siamo abituati a pensare in tema di tecnologia mobile. In talune circostanze abbiamo idealmente confrontato il nuovo device di HTC all’iPhone di Apple: a qualcuno forse il paragone sembrerà irriverente, tanto più che le differenze tecniche sono sostanziali e le potenzialità accreditabili alla Mela morsicata possono fare impressione. Siamo però certi che questo dispositivo saprà farsi strada, presto e bene, in un mercato sempre più competitivo ed interessante, grazie soprattutto alle aziende più intraprendenti.

Al contempo dobbiamo rendere conto della storica disaffezione al tipo di CPU adottata dal dispositivo che SoloPalmari ha più volte espresso nelle sue recensioni. Fortuna vuole che il Touch sa mostrarsi pronto e reattivo, come e meglio aveva saputo fare mesi fa il P4350, altro terminale dal riuscito design e dalla tecnologia costruttiva decisamente evoluta. Come, d’altra parte, dimostrano anche i benchmark, i cui risultati abbiamo riportato nelle precedenti pagine.
A questi ultimi avremmo voluto affiancare un’ulteriore prova, quella dell’autonomia, che di consueto effettuiamo utilizzando Spb Benchmark. Purtroppo il tempo avuto a disposizione per l’esame, pochi giorni, non è stato sufficiente per praticare almeno tre processi completi di ricarica, presupposto indispensabile perché i test potessero essere obiettivamente confrontabili con quelli effettuati su altri device. Grazie però all’esperienza diretta possiamo dirci moderatamente sicuri che l’Elf, anche con l’utilizzo intensivo della tecnologia Direct Push di Microsoft, notoriamente capace di mettere a dura prova persino le batterie dall’amperaggio più spinto, è in grado di superare indenne una piena giornata di intenso utilizzo.

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C’è un interrogativo decisamente diffuso tra gli appassionati che del PDA phone desiderano conoscere le caratteristiche funzionali: il TouchFLO è davvero così pronto e reattivo come i filmati lasciano pensare? La risposta è sì: ad un rapido gesto sul display corrisponde l’immediata risposta del sistema, soprattutto nello scorrere elenchi e rubriche (più che con il browser Web), o nel ruotare il tridimensionale screen alternativo, che con il brevetto HTC si sostituisce al tradizionale Today Screen di Windows Mobile.

Si sente invece l’assenza del supporto alle reti 3G: la connettività telefonica a banda larga è per molti diventata un’esigenza, soprattutto fra coloro che del proprio dispositivo fanno uno strumento professionale. È vero però che l’HTC Touch non si rivolge a questi, ma piuttosto a quella categoria di utenti che predilige semplicità, immediatezza d’uso e design.
Di sicuro c’è che, per gli uni e per gli altri, come per tutti gli appassionati di tecnologia mobile, sarà davvero difficile sottrarsi alla tentazione di “toccare” l’Elf quando sarà arrivato anche sul mercato italiano.

Chiudiamo l’articolo come di consueto con l’elenco dei pro e dei contro:

Pro

  • Tecnologia TouchFLO
  • Immediatezza d’uso
  • Discrete prestazioni nell’ordinario utilizzo
  • Design
  • Peso e dimensioni

Contro

  • Assenza protocollo 3G

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Autore

Gti



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