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Mobile World Congress 2009, Barcellona: alcune riflessioni.

Postato 19 Febbraio 2009 da in Le Recensioni
Si è da poco chiuso il Mobile World Congress 2009. Siamo ancora, come dire, inebriati dalla moltitudine di soluzioni tecnologiche viste (in qualche caso solo intraviste, data la mole di lavoro che ci ha investito) durante i quattro giorni della rassegna di Barcellona. Vogliamo però provare, a caldo, a fare alcune riflessioni.

1) Secondo gli organizzatori ci stati sono 100 espositori in più rispetto all’anno scorso. Difficile dirlo, bisognerebbe aver contato uno per uno gli stand e, si sa, quando tira aria di crisi alle volte le fiere offrono all’ultimo minuto spazi scontati. Però, al di là delle facili battute, non abbiamo avuto l’impressione di una difficoltà del settore.

 
Quasi tutti i big delle edizioni precedenti erano presenti anche questa volta; i corridoi erano stracolmi di visitatori in doppiopetto grigio; i padiglioni più lontani dall’ingresso, solitamente destinati alle start-up, ospitano una miriade di piccole società, a testimonianza della vitalità del ICT.
Insomma, se crisi c’è, non si è vista.


2) Rispetto alla edizione precedente, sono stati presentati meno modelli, ma in fase più avanzata di sviluppo. Moltissimi dei nuovi dispositivi saranno in vendita a marzo, o al massimo entro giugno. Probabilmente i produttori hanno deciso di concentrare gli sforzi, per lanciarsi sul mercato in tempi brevissimi.

3) Da parte del maggior numero dei produttori di telefonini si sta completando la rincorsa all’iPhone di Apple. LG, Samsung, Sony Ericsson hanno presentato modelli con tecnologie touch (in varie sfumature) ed avanzate capacità multimediali. Sono stati necessari un paio d’anni, ma ormai iPhone è pressochè raggiunto, almeno dal punto di vista della tecnologia.

4) L’annuncio da parte di Steve Ballmer di Windows Mobile 6.5 non ha scosso più di tanto il mercato. L’esigenza di una interfaccia più moderna ed accattivante è così sentita da parte dei produttori di dispositivi basati su piattaforma Microsoft, che tutti quanti offrono UI più o meno sofisticate in sostituzione di quella originaria, ormai datata. Questa tendenza a modificare singolarmente le caratteristiche di Windows Mobile è sì un sintomo di innovazione, ma anche una indicazione del fatto che Microsoft ha forse perso troppo tempo nell’agiornare il proprio sistema operativo.

5) Durante la sua presentazione, Steve Ballmer ha insistito sullla centralità di Windows. Su PC, smartphone o su un dispositivo multimediale – sostiene Ballmer – c’è sempre e solo di Windows. Tanto che, lo ha ripetuto a chiare lettere, non si deve più parlare di “Windows Mobile smartphone” ma semplicemente di “Windows phone”. Insomma, Windows passa dal PC ai server fino agli smartphone. Pur senza essere Steve Ballmer, ce ne eravamo accorti anche noi. Nella prima edizione del MWC a cui partecipammo (allora era a Cannes) scattammo una fotografia in cui c’era un gruppo di manager, seduti sulle panchine, intenti a lavorare con i loro notebook. A Barcellona i notebook non ci sono stati per niente:  visitatori ed addetti ai lavori erano lì tutti, con lo stilo o con la punta delle dita, a gestire la posta sui propri dispositivi tascabili. Il computer è finito, viva lo smartphone!?!

 

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6) Proprio qualche giorno Palm ha annunciato che non costruirà più dispositivi basati su Palm OS. Il sistema operativo che regnava incontrastato fino a sei anni fa nel mondo dei palmari e dei primi smartphone, scompare di colpo. Palm ha commesso tutti gli errori possibili in questi anni, fino a decretarne la fine. Ma, in questo mondo dei dispositivi mobili, chi si ferma è perduto, e c’è sempre spazio per nuovi ingressi. Ed è proprio per questo che Android, che si è affacciato in sordina, quasi di nascosto alla rassegna  di Barcellona, fa paura a Windows Mobile e Symbian.
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7) Contrariamente a quello che ci si aspettava, ci stiamo avviando verso un mondo in cui il sistema operativo è meno importante dell’interfaccia. LG ha presentato due dispositivi con sistemi diversi, ma con lo stesso layer; Samsung propone la UI dell’Omnia anche su altri device; HTC ha ormai sviluppato una propria variante di Windows Mobile, che quasi nasconde il sistema operativo sottostante. Accanto ad ogni interfaccia c’è un sistema di memorizzazione dei dati o di accesso a contenuti multimediali. C’è il tentativo evidente di fidelizzare la clientela, per fare in modo che, sostituendo un telefonino ormai vecchio con uno nuovo, non si noterà molto la differenza, indipendentemente dalla piattaforma che c’è dietro.


8) I social network rappresentano ormai il futuro, anzi, la certezza della telefonia mobile. Client di Facebook sono ormai presenti in ogni terminale (o quasi), insieme a sistemi di instant messaging, a cui spesso si accede a partire da un unico programma. La mobilità richiede strumenti di comunicazione, e comunicare vuole dire parlare con altri: cosa meglio di un telefonino per contattare istantaneamente gli amici sparsi per il Mondo?

9) La telefonia VoIP è sempre lì, ad insidiare le reti GSM. Anni fa abbiamo assistito alla presentazione, quasi di nascosto, di Truphone durante il Symbian Smartphone Show: una piccola società inglese, con tante ambizioni e un chiodo fisso: consentire telefonate a basso costo. Oggi Truphone ha un proprio stand al MWC, fattura milioni di euro e ha tenuto una conferenza stampa in cui ha presentato una soluzione per chiamare ed essere chiamati in tutto il mondo a basso costo. Skype non aveva mai partecipato al MWC; proprio martedì ha annunciato una partnership con Nokia. Ospiti non invitati, le società di telefonia Voice Over IPsi siedono al ricco tavolo delle telecomunicazioni, e ambiscono ad avere una fetta sempre più grande.

10) Anni fa, proprio a Barcellona, abbiamo denunciato la assenza dell’Italia all’evento: pochissimi espositori, pochi visitatori, soltanto soldi del contribuente buttati al vento (da Sviluppo Italia) per offrire un ricco pranzo ai congressisti. Nel 2009 la situazione è radicalmente cambiata. Le società italiane (o a management italiano) sono state numerose, qualcuna anche nel padiglione principale. Girando per i corridoi, l’italiano era una delle lingue più comuni. Forse, nei momenti di crisi, l’ingegno e la voglia di riscatto italico danno il meglio. Speriamo.

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Fonte: SoloPalmari@MWC 2009
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