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Peter Chou: SoloPalmari intervista il CEO HTC

Postato 10 giugno 2007 da Gti in Le Recensioni
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Peter Chou, CEO HTC: intervista
Cronaca della presentazione del Touch
e del decennale HTC (pagina I)

L’elegante terrazza “per ricevimenti” gode di una suggestiva vista panoramica sul Duomo, illuminato a festa quando fa buio. Fra i tavolini, il buffet e il grazioso prato artificiale chiacchierano sorridenti i numerosi ospiti: giornalisti, operatori in abito scuro, alcuni volti noti dello spettacolo.

Sono quasi le nove di sera e sta per consumarsi la “Touch Terapy”, annunciata alcuni minuti prima da HTC durante il lancio ufficiale in Italia del Touch, PDA phone dotato di una innovativa interfaccia ad input dinamico (qui la recensione). Sotto le stelle di Milano (poche, per via delle nuvole) c’è anche Peter Chou, CEO di High Tech Computer, venuto ad affiancare nella presentazione il country manager Daniele De Grandis e per celebrare il decennale dell’azienda.


Peter Chou, CEO e presidente HTC

Giovanissime e graziose ballerine si esibiscono seguendo a passo di danza la musica d’ambiente diffusa in tutta la terrazza. Più in là alcune modelle in costume, per quei pochi che si ritengano già soddisfatti della scorpacciata di tecnologia, inscenano un casto bagno in rinfrescanti vasche all’aperto. Ora Peter Chou è seduto in un angolo più appartato e poco illuminato, accompagnato da rappresentanti della stampa, fotografi e PR. Curioso: mentre parla di tanto in tanto scaccia le zanzare dal volto del suo intervistatore.

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“No, il mercato dei cellulari non ci interessa, almeno per ora”, sostiene il proprietario di una della più grosse aziende informatiche al mondo. “Voglio, noi vogliamo che i clienti HTC continuino ad identificare i nostri prodotti con la tecnologia più avanzata”.


Peter Chou, CEO HTC: intervista
Cronaca della presentazione del Touch
e del decennale HTC (pagina II)

–    E allora come mai, Mr Chou, in Italia troviamo sempre più spesso dispositivi HTC sui volantini e nelle vetrine di piccoli e grandi negozi di telefonia?
Parte del merito va alle strategie commerciali di HTC Italia. In egual misura il fenomeno è da accreditarsi ad una naturale evoluzione del mercato: anche il cellulare è cresciuto, e talvolta rischia di “incontrarsi” con i palmari.

–    Per le sue caratteristiche e per la semplicità d’uso il Touch sembra ispirarsi proprio al mercato consumer.
Buona parte del nostro lavoro di progettazione è rivolto alla funzionalità. Avrebbe ben poco senso produrre dispositivi “complicati” per un settore, quello della comunicazione mobile, nel quale non si può prescindere dai requisiti di efficienza e produttività.

–    Sono in molti a pensare che il Touch si sia fortemente ispirato all’iPhone e che, anzi, l’evento di oggi sia una vera e propria risposta alla Apple.
Le cose non stanno affatto così. Due anni fa avevo chiesto ai miei ingegneri di creare un PDA phone che integrasse un’interfaccia particolarmente “friendly”. Quello che presentiamo oggi è il risultato di un lungo ed impegnativo lavoro, avviato molto tempo prima che i display da usare con le dita diventassero un tema d’attualità.

–    La prossimità temporale tra l’annuncio di Apple a gennaio e quello del Touch di HTC oggi è dunque da intendersi soltanto come una fortuita coincidenza?
Secondo lei – risponda sinceramente – HTC sarebbe stata in grado di mettere in piedi il sistema TouchFLO in soli 4/5 mesi?

–    La verità? Immagino HTC come un’azienda particolarmente dinamica e reattiva, quindi suppongo abbia le capacità per condurre un’operazione di questa portata.
Vorrei lasciarle credere che è così, ma in realtà la tecnologia TouchFLO era già pronta in forma di prototipo un anno fa: soltanto oggi ha raggiunto la piena maturità, o solo oggi è stato possibile proporla agli utenti. D’altra parte come potremmo restare coerenti con i nostri obiettivi imprenditoriali, ed in particolare con il principio guida dell’innovazione, se ci mettessimo a copiare gli altri?

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Peter Chou, CEO HTC: intervista
Cronaca della presentazione del Touch
e del decennale HTC (pagina III)

–    Molti si chiedono se è possibile utilizzare il sistema TouchFLO su altri terminali esistenti.
Mi spiace deludere le aspirazioni di chi vorrebbe implementare il TouchFLO nel suo PDA phone attraverso una semplice installazione: la tecnologia è basata sulla combinazione tra evoluto impianto software ed una piattaforma hardware dedicata, ovvero il particolare touchscreen dell’Elf. Quello che mi chiede non è praticabile.

–    HTC compie dieci anni: fra i suoi meriti c’è l’aver dato un forte input all’ingresso del palmare nei costumi degli italiani.
È solo l’inizio: nei prossimi mesi il Touch si rivelerà come ulteriore tappa fondamentale nell’evoluzione della comunicazione mobile, portando ad un numero sempre più elevato di utenti la tecnologia avanzata che contraddistingue i PDA phone, ed in specie quelli Windows Mobile.

–   Il ruolo di Microsoft nell’esponenziale crescita della sua azienda?
Consideriamo la partnership con Microsoft fondamentale. Senza di essa HTC non avrebbe potuto raggiungere il primato nel mondo dei dispositivi tascabili.

–    Quali sono i principi ai quali si ispira nell’attività di imprenditore?
Innovazione tecnologica al servizio dell’utente, dinamismo, eccellenza. L’ha notata la slide sui monitor, con le pietre miliari di HTC?

– Certo: primo Pocket PC a colori (2000), primo palmare “convergente” (2002), primo PDA phone 3G (2005). E ora?
L’obiettivo che con il Touch siamo certi di aver raggiunto è l’usabilità con una sola mano per le operazioni più comuni: consultare le mail, telefonare, sfogliare la rubrica o il Web. Sempre e solo con una mano.

Le “pietre miliari” di HTC

– Il futuro?
In futuro daremo ancora più importanza all’estetica (in questo l’Italia gioca un ruolo determinante) e alle dimensioni. Ma l’obiettivo centrale rimane quello di guidare, instancabilmente, il progresso tecnologico nel mondo dei PDA e degli smartphone.

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Ad intervista conclusa Peter Chou si congeda con generosi sorrisi e, puntando in alto il pollice in direzione del suo interlocutore, esclama: “Keep on going!”. Il redattore, tra il sorpreso e il divertito per quell’espressione così inaspettatamente amichevole, in risposta punta anche lui il pollice in alto ma un po’ goffamente, e dice in italiano qualcosa come “Anche lei… Peter!”.

Si ringrazia l’agenzia di pubbliche relazioni di HTC, PrHelp, ed in particolare Lorenzo Pallotti, per la cordiale ed impeccabile disponibilità accordata.

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Autore

Gti



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