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Recensione i-mate K-Jam: le eredità difficili.

Postato 19 Novembre 2005 da Gti in Le Recensioni

Recensione i-mate K-Jam: le eredità difficili.

Introduzione.
Fra gli appassionati del Teatro napoletano c’è chi dice che Luca ha saputo persino essere più bravo del padre, nonostante la scomoda eredità di successo e fama che Eduardo De Filippo gli ha lasciato. Ed è probabilmente così per chiunque abbia avuto la fortuna di ammirare entrambi sul palcoscenico. Non per tuti i figli d’arte il destino è ugualmente fortunato.


Non fa teatro, ma piuttosto si rivolge ad un’utenza business il K-Jam, PocketPc phone commercializzato dall’i-mate (il Pda è altrimenti noto come Htc Wizard o Qtek 9100). Anche a questo device è applicabile la teoria delle ‘difficili eredita’: pur essendo diverso per contenuti e form factor, viene considerato il successore del Jam (alias Magician, o Qtek S100, qui recensito), che ha goduto e gode ancora del grande favore degli acquirenti. Rispetto a quest’ultimo c’è una tastiera integrata ed una più vasta gamma di protocolli wireless: al Bluetooth e al Gsm/Gprs si aggiungono WiFi ed Edge. In meno l’esclusività della linea estetica (impareggiabile quella dell’S100), e forse qualcos’altro. Vediamo.

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Specifiche.


Guardando alle specifiche hardware il K-Jam è fra i device più completi del momento. Implementa Windows Mobile 5.0, è dotato di piena connettività, integra fotocamera e tastiera Qwerty, vanta una batteria di buona capacità. Forse fra tutte le caratteristiche che seguono il processore è quello che entusiasma meno: al Texas Instruments Omap da 195MHz presteremo particolare attenzione, per verificare la sua capacità di reggere la gestione di un device molto complesso e ricco di feature.

  • Windows Mobile 5.0.

  • CPU: TI Omap 850 da 195 MHz.

  • Quadband Gsm/Gprs/Edge.
  • ROM: 128 MB (38,94 MB effettivamente disponibili).

  • RAM: 64 MB (26,79 MB effettivamente disponibili).

  • Interfacce: miniSD, IrDA standard

  • Wi-Fi (802.11b – g/e in funzione delle release della Rom)

  • Bluetooth.

  • Display: 2,8″ in diagonale, risoluzione da 240×320 pixel, 64K colori.

  • Fotocamera integrata da 1,3 megapixel.
  • Batteria: rimovibile Li-Ion da 1.250 mAh.

  • Autonomia dichiarata: 5 ore in conversazione, 200 ore in standby.
  • Dimensioni: 108 x 58 x 23,7 mm.

  • Peso: 150 g

Le dimensioni sono identiche al Magician, tranne che nello spessore: ben mezzo centimetro in più, imputabile alla presenza della tastiera a slitta integrata. Pregevole il lavoro svolto dagli ingegneri Htc nel contenere il peso entro i 150 grammi, esattamente come nel predecessore.

Fornitura, accessori.

L’i-mate K-Jam non lesina con gli accessori (sono ad esempio disponibili gli auricolari stereo, di buona fattura, che più avanti guarderemo nel dettaglio), ma nella confezione non è presente una basetta per la ricarica e la sincronizzazione. La sua assenza non fa notizia: già da tempo si preferisce, soprattutto nei Pda Phone e negli smartphone, il semplice cavo Usb, che in questo caso è anche capace di fornire alimentazione. Il vantaggio rispetto al cradle è di poter usare il device anche quando è collegato al Pc.

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Cartoncino patinato, grafica ricca (forse troppo) di colori e contrasti, abbracci e sorrisi: si presenta così la piccola e compatta confezione con la quale viene venduto il K-Jam. Vediamo cosa contiene.

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L’alimentatore ed il cavo Usb costituiscono la dotazione di base. Con entrambi è possibile caricare le batterie, ed è pertanto possibile disporre due postazioni indipendenti (a casa e in ufficio, ad esempio), per non dover avere mai problemi di autonomia.
Fornita una coppia di auricolari stereo, dalle buone prestazioni acustiche: le incontreremo nuovamente più avanti.


Manuali, brochure, voucher per il download di software dal sito www.clubimate.com. Immancabile il Cd di installazione, contenente ActiveSync 4.0 e Outlook 2002 per Pc. Chiude la fornitura cartacea la documentazione relativa alla garanzia (valida per 12 mesi nei paesi in cui il prodotto è commercializzato, per 6 mesi sulla batteria).


La custodia fornita, pensata per l’aggancio alla cintura dei pantaloni, è forse un po’ troppo spessa, ed è completamente intessuta con materiali acrilici. Non consente l’utilizzo del Pda quando è richiuso, ma ne favorisce la rapida estrazione (complice l’originale ed efficiente sistema di chiusura a calamita) se è necessario rispondere velocemente ad una chiamata.

{mospagebreak heading=- Introduzione, fornitura, specifiche&title=- Estetica, dimensioni, ergonomia}

Qualità costruttiva, estetica, ergonomia, dimensioni.

Dell’originario design del Magician qui rimane ben poco, se si eccettua la sottile cornice in alluminio satinato che circonda il display. L’intera cassa è realizzata in plastica, di colore nero e argentato. Il form factor è comunque riuscito, per quanto con l’aumentato spessore, e la distribuzione dei principali tasti hardware su tutta la superficie frontale, il disegno appaia complessivamente appesantito.


Il K-Jam è dotato di ottime finiture, e l’assemblaggio non presenta alcuna sbavatura. Anche il meccanismo di estrazione della tastiera è sicuro e preciso, ed i binari su cui poggia hanno una corsa netta e scorrevole. L’Abs impiegato per la fabbricazione della scocca, al contrario, non trasmette al tatto immediata sensazione di qualità.

Dimensioni, peso, ergonomia

Nel K-Jam i tasti sono dove ci si aspetta di trovarli e, nonostante lo spessore superiore alla media, l’utilizzo è agevole tanto con una quanto con due mani. Sul palmo la presa è sicura: non a caso il disegnatore ha provveduto ad irruvidire la schiena del device, leggermente zigrinata.

Le ridotte dimensioni del Wizard rimangono un elemento di forte caratterizzazione e costituiscono un plus valore importante. Ai vertici nella categoria, sono persino confrontabili con telefonini di ultima generazione: nella foto in alto il device, affiancato ad un Motorola E1000, fa davvero un’ottima figura.


Molto meno riuscita, a nostro avviso, la progettazione del pennino. Telescopico (si ‘espande’ semplicemente tirandolo via dal vano integrato nel palmare), in mano risulta troppo corto e leggero. A causa dell’eccessiva larghezza, già a partire dalla punta, è difficile raggiungere gli angoli estremi del display: volendo tappare sulla crocetta in alto a destra per ‘chiudere’ un programma, ad esempio, ci si ritrova a puntare lo stilo in modo innaturale, in posizione perpendicolare rispetto allo screen.

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Riuscito in passato l’esperimento, anche in questo caso riprendiamo un test già pubblicato: servirà ad approfondire ulteriormente l’argomento dimensioni. Protagonisti della comparativa, e termini di confronto assunti dal K-Jam, il neonato iPod ‘Video’ da 60GB e l’altrettanto giovane Dell Axim X51. Il PocketPc Phone sa farsi valere: le sue proporzioni sono persino paragonabili al player della Apple.


Recensione iPod Video 60GB: le dimensioni.

Prende il via, con questa prima tappa, la recensione dedicata al più ‘cool’ dei player portatili del momento, l’iPod Video. L’ultima creatura di Apple, che SoloPalmari ha appena estratto dalla confezione, possiede grande capacità di archiviazione (da 30 a 60GB) grazie da un microdrive integrato. Ma la caratteristica che lo distingue sostanzialmente dalle precedenti generazioni è una, importante: può riprodurre video, opportunamente adattati per tramite di iTunes, il client attraverso il quale gestire tanto il database musicale del server della Mela, quanto quello locale fatto di brani musicali e filmati acquistati online o tradotti da Cd.

La prova di oggi ha ad oggetto le dimensioni del player multimediale, molto più generose (com’è ovvio) del ‘Nano’ recensito qualche settimana fa. Tanto più generose che, pur con sforzo d’immaginazione, potrebbe essere scambiato per un Pda. E’ per questo che abbiamo deciso di confrontare l’iPod (il modello in nostro possesso è quello da 60GB) con due palmari, anche questi appena arrivati sul mercato: il Dell  Axim X51 (qui la prova dedicatagli) e l’i-mate K-Jam (attualmente oggetto di test nei nostri laboratori).

Vediamo nel dettaglio le dimensioni e il peso di cascun modello:

iPod ‘Video’
– 103,5 x 61,8 x 11 mm per il modello da 30GB; 103,5 x 61,8 x 14 mm per il modello da 60GB
– 136 g (30GB); 157 g (60GB)

Dell X51
– 119 x 73 x 16,9 mm
– 167 g

i-mate K-Jam

– 108 x 58 x 23,7 mm
– 150 g (aggiornato)

Dunque quasi identico il peso dell’iPod e dell’i-mate K-Jam, dieci grammi in più per l’Axim.


Stringiamo l’inquadratura, e poniamo i tre device di fianco, in modo da poter confrontare con maggior efficacia lo spessore e l’altezza. Come risulta evidente, il player Apple è si il più piccolo, ma soprattutto con il Pda Phone dell’i-mate la differenza in altezza non è forte: soltanto 4,5 millimetri in meno. E’ invece il Dell ad avvicinarsi maggiormente allo spessore dell’iPod: più 2,9 millimetri.

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Grazie a questa immagine la piena confrontabilità, sotto il profilo delle dimensioni, diventa indiscutibile. D’altra parte il K-Jam è ben 3 millimetri più stretto del concorrente in nero.


L’ultima foto, con Dell Axim X51 e iPod Video fianco a fianco. Non c’è che dire: davvero un bel quadretto tecnologico.

Il test si chiude qui. Sottolineamo un aspetto importante: il confronto è stato praticato con il solo obiettivo di offrire al lettore termini di paragone popolari, attraverso i quali poter maturare un’idea la più possibile concreta sulle dimensioni dell’iPod. Ovviamente i suoi concorrenti appartengono ad una categoria del tutto diversa, paragonabile appunto solo sotto questo profilo.


{mospagebreak title=- Funzioni hardware}

Funzioni hardware.

Il K-Jam è ricco di funzioni e applicazioni: quelle principali sono state dotate di tasti hardware dedicati, in modo da rendere immediatamente fruibile l’accesso. Osserviamole nel dettaglio.


Con una scelta originale quanto rischiosa, i progettisti della Htc hanno deciso di spostare sulla parte superiore del K-Jam due tasti, normalmente posti nella parte inferiore. La loro funzione, configurabile a discrezione dell’utente, è quella di richiamare il client email e il browser Web.
Appena più in alto è posizionato l’altoparlante telefonico.

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Restiamo sulla parte frontale del device, ma scendiamo più in basso. Qui trovano posto le due ‘SoftKey’ (rispondono alle esigenze dei menu contestuali che appaiono sul display), il pad multidirezione con tasto centrale, i due pulsanti principali dedicati all’interfaccia telefonica. I tasti hanno una corsa breve ma precisa, sicura, solida: ben riusciti.


La schiena del palmare. Dotato da un piedino in gomma molto esteso in larghezza, il pannello di copertura del vano batteria occupa gran parte della superficie. In alto, ben in evidenza e circondato da un gradevole disegno ellittico, l’obbiettivo della fotocamera.


Restiamo sulla fotocamera per mettere in rilievo due dettagli: la presenza di uno specchietto metallico che consente l’autoscatto, ed un piccolo led con funzioni di flash a distanza ravvicinata.
Il cappuccio in plastica, posizionato appena sopra la fotocamera, ricopre la presa alla quale è possibile collegare un’antenna Gsm esterna (utile in auto per migliorare la ricezione telefonica).


In basso a sinistra è collocato lo slot che ospita il pennino: la posizione risulta comoda soltanto se il K-Jam viene utilizzato in modalità landscape (orizzontale); poco confortevole l’estrazione dello stilo nell’utilizzo ordinario (verticale).
Il foro a destra, eccessivamente in vista, non è altro che l’accesso ad una vite per il serraggio della scocca.


Allarghiamo nuovamente l’inquadratura per scoprire il vano batteria, deputato anche ad accogliere la Sim telefonica.


Siamo ora sulla parte più alta del terminale. Qui troviamo lo slot miniSD ed il pulsante per l’accensione, lo spegnimento, e l’attivazione/disattivazione della modalità di standby.

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Partendo da sinistra, sulla base del Pda phone: levetta per l’estrazione del coperchio del vano batteria; connnettore Mini Usb/alimentazione; ingresso per gli auricolari stereo.


In cima al lato sinistro è alloggiato un tasto con duplice funzione: con la semplice pressione viene richiamato il pannello per la gestione della connettività; con la pressione continuata la suoneria audio del modulo telefonico viene disattivata, e sostituita da quella a vibrazione. Le feritoie, presenti anche sul lato opposto, nascondono i diffusori acustici.


Fianco destro: l’icona di una macchinetta fotografica simboleggia inequivocabilmente la funzione principale del primo tasto. Una volta attivata la camera può essere utilizzato anche per gli scatti. Seguono il foro per l’hard/soft reset e la porta infrarossi. L’ultimo tasto, anche questo, ha duplice funzione: con la semplice pressione lancia l’applicativo di comando vocale, con la modalità ‘hold’ richiama invece il registratore audio e il programma di sistema ‘Note’.

NOTA: chi desideri (o sia costretto a) praticare un hard reset, per riportare la memoria allo stato di fabbrica, sappia che dopo aver eseguito la procedura indicata nel manuale (pressione contestuale dei pulsanti reset + Comando Vocale + Manager Comm) vedrà comparire la richiesta (in lingua inglese) di premere il pulsante ‘Invio’ per confermare, o qualsiasi altro per annullare la procedura. Il tasto ‘Invio’ corrisponde a quello utilizzato per lanciare una chiamata telefonica (cornetta verde).


E’ la volta della tastiera integrata Qwerty. Caratterizzata da un ampio ma non completo layout, è funzionale, comoda, utilissima per la redazione di brevi documenti, Sms, email. I pulsanti hanno sì una corsa molto breve, ma sono precisi e sufficientemente distanziati per ridurre al minimo l’incidenza degli errori di battitura.
L’estrazione della keyboard provoca automaticamente il ribaltamento del display, che dalla modalità verticale passa a quella orizzontale.

 

{mospagebreak title=- Software, wireless, multimedia}

Software

Gli avventori di SoloPalmari, che con ogni probabilità avranno già letto più volte questa nota, ci perdoneranno: è necessario ripeterla per chi solo ora comincia a frequentare la pagina delle recensioni. Ci riferiamo al commento positivo su tutto il pacchetto ‘Office’ integrato in Windows Mobile 5.0, migliorato nell’editor di documenti Word e fogli di calcolo, ed integrato con il reader dei file PowerPoint.


In fase di preinstallazione, l’i-mate non aggiunge molti altri applicativi, ma integra un valido lettore di documenti Pdf (edito dalla ClearVue), ed un’applet per la configurazione e la consultazione delle email ‘Club i-mate’. A nostro avviso va subito disinstallato l’antivirus che viene implementato, con un file Cab autoestraente, al primo avvio del Pda: è superfluo (ad oggi script malevoli, per fortuna, ce ne sono ben pochi su questa piattaforma). La speranza è che non debba tornare utile anche in futuro.


ClearVue Pdf, al contrario, può tornare molto utile laddove nella navigazione Internet si incontrino pagine formattate secondo il noto protocollo Acrobat.


Il K-Jam è inoltre dotato di un programma completo ed efficiente per la gestione della funzionalità fotografica (identico a quello già visto su JasJar). Numerosi i settaggi e le opzioni disponibili; fra queste la possibilità di eleggere l’obbiettivo della camera ad una risoluzione ‘scalata’ più alta di quella consentita dalle caratteristiche hardware: 1600 x 1280 pixel (2 Mp).


L’applicativo ‘Comando Vocale’ permette di lanciare telefonate con la voce, ma anche di richiamare applicazioni presenti in memoria. Numerose le funzioni attivabili con lo stessa procedura.

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Wireless


Grazie al modulo telefonico quadband Gsm/Gprs/Edge, alla porta Irda, al Bluetooth, ed al WiFi, K-Jam compendia quasi tutti i protocolli di comunicazione esistenti attualmente nel mercato consumer (fa eccezione unicamente l’Umts). Approfondiamo, passo per passo, l’argomento.

  • WiFi


L’interfaccia wireless, ed in specie quella WiFi, è attivabile sia dal pannello di configurazione di sistema, sia dall’applet fornita dalla i-mate. Dal ‘Comm Manager’ è possibile anche impostare la configurazione per le connessioni Ad Hoc o ad Access Point pubblici e privati.


Semplice, veloce ed immediata: così risulta ancora una volta la configurazione del protocollo 802.11b (‘g’, secondo l’i-mate, in funzione degli aggiornamenti Rom), grazie soprattutto a Windows Mobile 5.0. I vari esperimenti praticati hanno dimostrato una buona tenuta del segnale ed ottima velocità. Meno entusiasmante il raggio d’azione massimo, che pare essere inferiore a quello che caratterizza altri device (JasJar, ad esempio, ma anche Hp rx1950 e Dell X51).

  • Telefono


Il modulo telefonico rappresenta uno dei punti di forza di K-Jam. La voce in uscita ed in entrata risulta chiara, pulita, solo leggermente connotata da timbro metallico. La ricezione del segnale Gsm è nella media, e le applet preinstallate per il richiamo dei contatti e le chiamate rapide sono funzionali quanto basta per consentire un utilizzo agevole del telefono.

  • Bluetooth

Buon raggio d’azione: entro 6/7 metri interni, con un muro portante a fare da ostacolo, la connettività è garantita. Meno gradito, ma non è certo colpa dell’i-mate, il pannello di configurazione dello stack Bluetooth Microsoft. Studiato per rendere le configurazioni e gli accoppiamenti con le periferiche i più semplici possibili, talvolta finisce per disorientare l’utente. Di fatto, ad esempio, dopo venti minuti di sperimentazioni non siamo comunque riusciti a trasferire un file dal K-Jam ad un altro PocketPc. Il tempo ci renderà giustizia.

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Multimedia

  • Audio.

L’impianto audio del K-Jam è da considerare di buona qualità, a condizione di non prenderci alla lettera se la musica viene riprodotta dai diffusori integrati. Per contro il volume massimo raggiungibile dagli speaker è sufficientemente elevato, udibile anche in circostanze difficili (la registrazione di una nota vocale può essere ascoltata in presenza di forti rumori di fondo, e le suonerie telefoniche si fano avvertire persino se il palmare è immerso sotto i guanti all’interno di una tasca del giaccone, o dentro una stracolma borsetta).

L’interfaccia acustica offre l’occasione per tornare agli auricolari in dotazione. Di colore argentato, risultano esteticamente un po’ troppo appariscenti: va bene il tono ‘tecnologico’, ma in condizioni di luce particolari i cavi sembrano addirittura ricoperti di ‘brillantini’ cosmetici. In compenso sono comode e funzionali, anche per merito della mini console, deputata alla gestione delle chiamate e del volume.


Il bello, sotto il profilo strettamente multimediale, viene proprio con l’utilizzo degli auricolari forniti. Qui la musica si fa corposa e brillante, percettibile in tutte le estensioni che la codifica è stata in grado di preservare nella traduzione da Cd. Il brano utilizzato per le prove sul K-Jam, tra i più vibranti e coinvolgenti mai prodotti dalla ‘jam’ session ( ) dei Four Play, non dovrebbe aver condizionato sensibilmente il nostro giudizio (Galaxia, HeartFelt – Rca, 2002; qui un sample offerto da Amazon); senz’altro, però, è servito a sperimentare felicemente forti escursioni sonore e tonalità basse piene e persistenti. Con gli headset il volume massimo non è altissimo, ma non solo per questo il suono non distorce anche se messo a dura prova.

  • Video, display.


Il display del K-Jam è, senza mezzi termini, brillante, luminoso, contrastato, fra i migliori nella categoria. Leggibile nelle situazioni più impegnative, è pronto e reattivo anche nella rotazione dalla modalità verticale a quella orizzontale. La rappresentazione delle fotografie offre un’ottima resa dei colori, e la definizione standard (Qvga) viene compensata dalle ridotte dimensioni dello screen (i pixel sono quasi invisibili).
Meno gratificante la riproduzione di filmati, come più avanti dimostreranno i benchmark. I video encodati a velocità medie, tuttavia, possono essere proiettati senza difficoltà.

  • Fotocamera.


Siamo convinti che la fotocamera integrata in questa categoria di Pda non ha e non potrà mai avere, salvo future ed auspicabili implementazioni hardware superiori, un ruolo importante. Non fa eccezione il K-Jam, capace di ‘shot’ dalla qualità appena sufficiente e dalla risoluzione massima 1,3 megapixel (o 1.600 x 1.280 in modalità ‘scalata’, equivalente a 2 megapixel, come già detto).
Vale comunque la funzione di ‘annotazione visuale’, o lo scatto di fotografie per l’invio di immagini via Mms.

{mospagebreak title=- Benchmark, autonomia, conclusioni}

Benchmark

Torniamo ad Eduardo e Luca De Filippo, perché è questo il momento in cui si dimostra che la teoria del ‘figlio d’arte’ non è applicabile in tutte le circostanze. Il K-Jam è un device ricco di feature ed esteticamente gradevole. Ma non possiede lo stesso tono distinto ed elegante che contraddistingue il suo predecessore, e purtroppo non conserva nei geni neanche l’equilibrio funzionale e prestazionale. Il processore, pensato prevalentemente per garantire larga autonomia ai device che va ad implementare, sembra più volte manifestare sofferenza nei carichi di lavoro impegnativi e, molto più raramente, anche in quelli ordinari. Solo una gestione attenta e premurosa della memoria Ram, da parte dell’utente, può impedire frequenti rallentamenti ed ingiustificati puntamenti del sistema.


E’ vero: la Cpu TI Omap 850, da 195MHz, attorno alla quale è costruito il K-Jam, ha buone capacità di gestire più applicazioni simultaneamente (multitasking). E questo aspetto avvantaggia sicuramente il device nell’utilizzo contestuale come Pda e come telefono. Ma i dati dei test di Spb Benchmark, riportati sopra in relazione alla velocità del processore, non mentono: fanalino di coda, il palmare i-mate è sotto questo profilo poco entusiasmante.


La situazione non migliora nella prova che ha ad oggetto le prestazioni del file system (in parole semplici, il tempo che occorre al device per consultare e mostrare all’utente icone, cartelle, file e programmi). Ancora ultima posizione.

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Il riscatto, pur temporaneo, arriva nel benchmark dell’impianto grafico, che già dalle sperimentazioni empiriche aveva dimostrato buone capacità. Terza posizione su sei concorrenti, ben sopra l’Hp rx1950 (che, ricordiamo, non possiede modulo telefonico, notoriamente causa di un abbassamento generale delle prestazioni nei Pda).


L’Spb Benchmark Index rappresenta l’indice generale delle prestazioni: la sintesi, in pratica, dei test effettuati finora. Incredibile ma vero: a fronte di un processore nominalmente molto più lento, il piccolo i-mate supera il ben più grande e dotato JasJar (due soli decimi, in verità). Ma si tratta di una magra consolazione: i dati dell’Htc Universal vengono fortemente condizionati, e ridimensionati, dalla presenza del display Vga.


Nella recensione dell’Hp rx1950 avevamo introdotto come metodo di misurazione delle prestazioni, a nostro avviso significativo soprattutto nei device dalla limitata velocità operativa, l’utilizzo di Skype. Il programma, dedicato alle comunicazioni telefoniche VoIp, preinstallato sul K-Jam, è ghiotto di risorse hardware: secondo le specifiche ufficiali, richiede almeno un processore a 400MHz. La Cpu da 300MHz del piccolo Hp aveva retto benissimo la difficile prova. Del K-Jam non può dirsi altrettanto.
Pur impiegando qualche secondo in più del lecito per essere lanciato, Skype si apre e prende a gestire la connettività WiFi con la solita efficacia. In pochi istanti l’interlocutore è in grado di ascoltarci, e di parlarci, senza difficolta. Ma se a questo punto, per errore o volontariamente, viene avviato un altro applicativo (le ‘Note’ di sistema, o anche semplicemente l’applet per la gestione dell’audio), le cose prendono una piega diversa: il sistema rallenta notevolmente, e finisce in molti casi per costringere ad un soft reset.

Autonomia


Capitolo felice della recensione: l’autonomia è un fortissimo punto di forza del K-Jam. Basti sapere che, a causa del lungo tempo necessario per procurare l’esaurimento completo della batteria, fino ad ora i nostri laboratori non hanno avuto la possibilità di portare a termine l’apposito test offerto da Spb Benchmark (che verrà pubblicato non appena il device potrà concedersi almeno dieci ore continuate di ‘riposo’). Ma l’utilizzo quotidiano è già sufficiente a dimostrare le migliori doti riscontrate nel segmento a cui si rivolge il Pda Phone i-mate: lasciato acceso (ma in modalità standby) per una notte ed un giorno interi, la barra dello stato di carica è passata dal 100% al 95%. Il dato, sorprendente, è confortato anche dai risultati di altri test empirici effettuati con il device in piena attività.

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Conclusioni

 Dunque K-Jam completo e versatile, dalle grandi doti di connettività e funzionalità. Ora telefono impeccabile, subito dopo evoluto pocket editor di testi, e al contempo player audio fedele e brillante. Ma anche fragile e delicato strumento, quando spinto ad affrontare esami per i quali non è stato progettato.
Questo, in sintesi, il nostro giudizio. Il Pda Phone dell’i-mate può essere acquistato, e le ragioni per farlo sono davvero molte, solo nella piena consapevolezza che non potrà mai svolgere tutte le funzioni, ed in particolare quelle più impegnative, per le quali sono richiesti processori di punta. Dal K-Jam non si può pretendere il comportamento che compete soltanto ai palmari progettati per esprimere alte prestazioni, e privi del pesante fardello costituito dall’esigenza di gestire un modulo telefonico integrato e al contempo di garantire lunga autonomia (aspetto fondamentale per un cellulare).
Chi abbia in mente di farne, ad esempio, anche un navigatore satellitare, e al contempo avere garantite tutte le funzionalità e le caratteristiche fondamentali, potrebbe vedere spesso disattese le sue aspettative. Al contrario, chi desidera un Pda Phone evoluto, capace di svolgere i copiti ordinari senza pretese esasperate, troverà in K-Jam un ottimo compagno di lavoro e di svago. Confortevolmente, e quasi impercettibilmente, custodito nel taschino della giacca.

 

Pro:

  • Display
  • Autonomia
  • Modulo telefonico
  • Peso e dimensioni
  • Tastiera integrata
  • Design ed ergonomia
  • Connettività
  • Assemblaggio
  • Impianto audio (con auricolari)

Contro:

  • Prestazioni

Si ringrazia i-mate Italia per aver fornito il saple oggetto della recensione.

{mospagebreak title=- Appendice: benchmark autonomia}

Benchmark autonomia.

Unico test non affrontato nella recensione dell’i-mate K-Jam quello dell’autonomia. Provvediamo a completare la prova, riportando integralmente il servizio di SoloPalmari contenente i risultati del benchmark relativo, arricchito con una comparativa che comprende altri 4 device.


SoloPalmari review – Comparativa autonomia: Axim X51, i-mate JasJar e K-Jam, LOOX N500, Hp rx1950.

Il database di recensioni e di test di SoloPalmari si fa via via sempre più cospicuo: composto per lo più di anteprime mondiali e italiane, copre ad oggi tutti i PocketPc Windows Mobile 5.0 presenti sul mercato ed alcuni che saranno nei negozi soltanto nelle prossime settimane. Abbiamo pensato pertanto di elaborare un prospetto sintetico relativo all’autonomia di cinque palmari provati. Ecco l’elenco:
– i-mate K-Jam
– i-mate JasJar
– Fsc LOOX N500 (520)
– Dell Axim X51
– Hp rx1950

L’articolo si propone per la semplice consultazione ma, soprattutto, come strumento ulteriore per fondare le proprie scelte nella prospettiva dell’acquisto.
Prima di cominciare, alcune note importanti:
– per valutare l’autonomia è stato utilizzato un metodo univoco e sostanzialmente imparziale: Spb Benchmark, considerato oramai un punto di riferimento del settore.
– Alcuni dei Pda in esame sono dotati di modulo telefonico o di display Vga: si tenga in conto questo aspetto, perché entrambe le caratteristiche aumentano sensibilmente i consumi.
– Nei test viene simulato un utilizzo ordinario, che consiste sostanzialmente nell’apertura e nell’editazione di documenti Office.
– Tutte le eventuali interfacce accessorie (il Gps, ad esempio) ed i protocolli di comunicazione sono disattivati, ad eccezione dei moduli telefonici (laddove presenti).
– La retroilluminazione è settata al massimo grado.

Questi i risultati. L’ordine seguito nella rappresentazione rispetta un semplice criterio: per primi i dati migliori.
In calce è disponibile un rapporto sintetico in formato tabella, con tutte le specifiche salienti di ciascun device (processore, capacità batteria, etc.).

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Fra tutti i 5 Pda a confronto i risultati migliori ottenuti nei test di autonomia sono stati raggiunti dall’ i-mate K-Jam: circa 8 ore (precisamente 7 ore e 57 minuti) di utilizzo ininterrotto (modulo telefonico attivato).


Segue il piccolo Hp rx1950, distanziato soltanto di quattro minuti dal primo arrivato: 7 ore e 53 minuti.


A ruota l’i-mate JasJar, dotato di display Vga (caratterizzato da maggior consumo di risorse): ben 7 ore 11 minuti (modulo telefonico attivato).


Si scende di circa due ore rispetto al gruppo in testa: il Dell Axim X51 segna quasi 6 ore. Esattamente: 5 ore e 51 minuti


Chiude la classifica il LOOX N500/520, Pda con Gps integrato (disattivato in occasione della prova), prodotto da FujitsuSiemens: 5 ore 18 minuti.

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Tabella riassuntiva.

Nome device Processore Modulo telefonico Batteria Display Risultato test autonomia
i-mate K-Jam TI Omap 850 195MHz Gsm/Gprs/Edge 1.250mAh Qvga 7 ore e 57 minuti
Hp rx1950 Samsung SC32442 300 Mhz 1.100mAh Qvga 7 ore e 53 minuti
i-mate JasJar X-Scale 520MHz Gsm/Gprs/Umts 1.620mAh Vga 7 ore e 11 minuti
Dell Axim X51 X-Scale 520MHz 1.100mAh Qvga 5 ore e 51 minuti
Fsc LOOX N500/520 (Gps) X-Scale 312MHz 1.200mAh Qvga 5 ore e 18 minuti

Dunque, primo arrivato, l’i-mate K-Jam: autonomia da record. Menzione di merito per l’rx1950 che, con una batteria da soli 1.100mAh, riesce ad ottenere un risultato pressochè identico. Fanalino di coda (ma primo nei test per prestazioni) il FujitsuSiemens LOOX N500/520: è evidente che, nonostante i risultati siano comunque da considerarsi positivi, la maggiore velocità operativa viene scontata con una riduzione dell’autonomia.

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SoloPalmari si riserva di integrare la tabella con i dati di future recensioni.


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Autore

Gti



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