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SoloPalmari intervista Cristiano Ranalletta, Manager NAVTEQ Stampa E-mail
Martedì 27 Febbraio 2007 02:00
Image
Le interviste di SoloPalmari (pagina I)
Cristiano Ranalletta, NAVTEQ

Dopo alcune esperienze presso aziende di consulenza multinazionali nel 2004 Cristiano Ranalletta è arrivato in NAVTEQ, dove ora è Customer Marketing Manager per l’Europa del sud (Portogallo, Spagna, Francia, Italia).
Appassionato frequentatore delle nuove tecnologie e dei luoghi dove se ne discute (SoloPalmari, manco a dirlo, è tra questi), al di là del suo attuale ruolo è considerato un esperto del mercato "mobile&wireless" e della navigazione portatile, settore quest'ultimo del quale ha maturato negli anni una visione panoramica.

Nell’incontro con Cristiano Ranalletta la redazione ha un obiettivo preciso: prendere in prestito la sua prospettiva per approfondire gli aspetti meno noti della navigazione satellitare e per immaginare, o persino vedere, cosa saprà riservarci nel prossimo futuro.

- È opportuno iniziare dalla sigla “NAVTEQ on BOARD”, non trova?
Come potrei trovarmi in disaccordo? NAVTEQ on BOARD è il marchio che viene associato a quei prodotti che integrano i sistemi cartografici della nostra banca dati navigabile. Dietro quel marchio c'è NAVTEQ, un’azienda nata più di 20 anni fa da un’idea "visionaria": mappare il mondo.

- NAVTEQ di ieri. Oggi?
Il gruppo conta circa 2.100 dipendenti. Di questi 600 sono geo-ricercatori, distribuiti in 139 uffici e in 25 paesi. Oggi NAVTEQ è il fornitore leader di mappe digitali per la navigazione stradale e soluzioni basate sulla localizzazione, con applicazioni in quattro principali settori: automotive, consumer (navigazione portatile), business e government.

- Non solo navigazione assistita, dunque.
Naturalmente no. Oltre che nelle applicazioni più note il database cartografico viene utilizzato negli ambiti più diversi: dalle soluzioni di "geo-marketing" alla gestione delle flotte aziendali, passando per il “mobile gaming” basato su riproduzioni cartografiche reali (giochi multiplayer che coinvolgono Web e community). A tutto questo si aggiunge il ruolo di consulenza in contesti che vanno oltre la materia specifica: l'obiettivo è, nei fatti, di offrire ai nostri partner il valore aggiunto dell'esperienza maturata in tutti i settori che ci coinvolgono.  



- Perché "consulenza"?
I  numeri del mercato consumer negli ultimi anni si sono moltiplicati e le vendite di sistemi satellitari aumentano di mese in mese. Per restare protagonisti è necessario seguirlo in presa diretta, così da poterlo anche anticipare, prevedere.

- Quando parla di "grandi numeri" si riferisce a tutti i sistemi, o ce n’è uno che sta riscuotendo particolare successo?
Mi riferisco soprattutto alla navigazione portatile, ed in particolare ai PND. Nel corso del 2006 in Europa si sono venduti oltre dieci milioni di dispositivi: di questi la maggioranza è costituita dai Personal Navigation Device. Nel 2008, quando il mercato sarà probabilmente raddoppiato, la tendenza attuale verrà confermata ed i terminali più desiderati saranno, nell’ordine, PND, smartphone e PDA phone. In coda rimarranno i palmari privi di connettività telefonica, quelli “non convergenti”.  Al proposito le giro una notizia ricevuta dall'istituto di ricerca GFK: il navigatore portatile è la categoria merceologica che è cresciuta di più lo scorso anno. Per intenderci: più dei lettori MP3, più delle TV LCD, più di tutti gli altri settori tecnologici.


Sul numero 98 di Win Magazine, in edicola questo mese (a partire dal 27 febbraio 2007), un ricchissimo approfondimento in esclusiva, condotto in collaborazione con la redazione di SoloPalmari: "Sulla strada delle mappe GPS".



{mospagebreak heading=- NAVTEQ&title=- Dentro le cartografie}

Le interviste di SoloPalmari (pagina II)
Cristiano Ranalletta, NAVTEQ

- Torniamo a NAVTEQ e alle sue mappe: quanto della Terra per voi è ancora inesplorato?
La copertura attuale comprende 58 paesi in 6 continenti, e nel database ci sono oltre 17 milioni di chilometri di strade e tutte le informazioni ad esse collegate. In Italia abbiamo raggiunto il 100% del territorio circa un anno fa, con il livello più alto previsto dalle specifiche NAVTEQ.



  - Specifiche NAVTEQ?
Ogni segmento di strada del nostro Paese è stato corredato di attributi di navigazione e punti di interesse. Per “attributi” intendiamo quelle informazioni che descrivono la rete stradale, fornendo indicazioni utili per la navigazione, come i sensi unici, i divieti di svolta, i limiti d’accesso. I dati possono arrivare fino a 204 per ogni singolo segmento di strada, tra un incrocio ed un altro. I punti di interesse, finalizzati ad arricchire l'esperienza di navigazione, sono suddivisi in 50 categorie e contemplano alberghi, ristoranti, aree di servizio, parcheggi, cinema, teatri, istituzioni. Ecco: in Italia il database possiede l'integrazione più alta di attributi e POI prevista da NAVTEQ.

  - L'Europa?
Il Vecchio Continente l'abbiamo ultimato nel marzo del 2006, per un totale di 6,5 milioni di chilometri di strade. La cartografia si collega senza soluzione di continuità alle mappe dell’Europa orientale, così da permettere la navigazione ininterrotta dal punto più settentrionale della Norvegia a Gibilterra a sud, e dall’Irlanda a ovest fino alla Bulgaria e al Mar Nero a est.
Ora stiamo lavorando per estendere la copertura in Asia e in Medio Oriente, in Africa e Sud America. Stiamo aprendo nuovi uffici negli Emirati Arabi Uniti (il primo è a Dubai), in Grecia, in Sud Africa e a Mosca.

- Sembra dunque impossibile perdersi, almeno in Italia. Ma è vero che anche i navigatori satellitari sbagliano. No?
Il navigatore è uno strumento di supporto alla guida, non può sostituirsi ad essa. Le strade, gli indirizzi, le stesse conformazioni fisiche delle località cambiano in continuazione: se il database integrato nella soluzione di navigazione non è recentissimo può capitare che il sistema commetta degli errori. D’altra parte il compito di NAVTEQ è proprio quello di continuare a rilevare i continui cambiamenti della realtà stradale, ed il nostro lavoro di fatto comincia proprio quando ci si illude che sia finito. Abbiamo detto che la mappatura in Italia si è conclusa, ma in realtà non è che l'inizio di una nuova sfida: mantenere aggiornati i dati che abbiamo raccolto, controllarli e verificarli costantemente. Questo significa percorrere regolarmente le strade per scoprire ciò che è cambiato, e ciò che non è cambiato. Ogni anno, secondo le nostre stime, l'indice di variazione si attesta intorno al 15/20 % della rete viaria.


Sul numero 98 di Win Magazine, in edicola questo mese (a partire dal 27 febbraio 2007), un ricchissimo approfondimento in esclusiva, condotto in collaborazione con la redazione di SoloPalmari: "Sulla strada delle mappe GPS".




{mospagebreak title=- Gli aggiornamenti del database}

Le interviste di SoloPalmari (pagina III)
Cristiano Ranalletta, NAVTEQ

- Tema molto sentito quello degli aggiornamenti: i palmari e i PND possiedono mappe sufficientemente recenti quando arrivano sul mercato?
Un aspetto forse ovvio, ma che forse vale la pena evidenziare, è questo: la nostra cartografia non è fruibile direttamente dell’utente finale ed esistono dei tempi “tecnici” prima che le mappe aggiornate arrivino a lui. Mi spiego meglio: il database viene messo a disposizione dei “software provider”, che sviluppano gli applicativi per la navigazione e poi li integrato nei dispositivi venduti nella grande distribuzione. Dico questo per evidenziare che c'è una serie di passaggi “operativi” più o meno lunghi prima che il nostro prodotto arrivi sugli scaffali. Tuttavia, dato in premessa che la situazione è diversa da produttore a produttore, possiamo ritenere che la nostra cartografia raggiunge l'utente finale dopo alcuni mesi.

- Perché è così raro che vengano offerti upgrade per soluzioni già in commercio?
In realtà NAVTEQ rilascia quattro aggiornamenti trimestrali l’anno: spetta alle aziende che commercializzano il software decidere se e quando avvalersene. La frequente distribuzione di nuove release a nostro avviso riveste un ruolo cruciale, che sentiamo come un servizio all’utente. Per questo spingiamo i partner, hardware e software, a fruire sempre più spesso degli "upgrade". Ci sono però dinamiche distributive imprescindibili, che vanno tenute in considerazione nella loro complessità.
Tra l'altro NAVTEQ ha creato una pagina Web dove si forniscono informazioni sugli aggiornamenti delle mappe disponibili per navigatori fissi e portatili (www.navteq.com/update, ndr), e dove è possibile consultare un elenco di circa 45 sistemi diversi. L'iniziativa è probabilmente migliorabile, ma i nostri sforzi vanno in questa direzione: sensibilizzare clienti e utenti e allo stesso tempo offrire una serie di strumenti che facilitino la fruibilità delle mappe attualizzate.
Ad ogni modo la realtà di oggi è questa: mentre nel settore auto esistono numerosi canali per poter comprare un aggiornamento, per i dispositivi portatili non si è ancora raggiunta la sufficiente organizzazione.

- Prendiamo spunto: che differenza c’è, in termini di efficienza, tra un impianto fisso e un ricevitore GPS tascabile?
Ci sono pareri diversi in materia. Personalmente, ma anche per le mie competenze professionali, propendo per i secondi.  Il successo dei dispositivi portatili è stato determinato essenzialmente da due fattori: portabilità (il che significa anche la possibilità di spostarli da un'auto ad un'altra) e prezzo. Da un punto di vista squisitamente tecnico la categoria degli impianti fissi è virtualmente superiore, perché si avvale di sensori che si affiancano al ricevitore GPS, rendendo la localizzazione più affidabile.


Sul numero 98 di Win Magazine, in edicola questo mese (a partire dal 27 febbraio 2007), un ricchissimo approfondimento in esclusiva, condotto in collaborazione con la redazione di SoloPalmari: "Sulla strada delle mappe GPS".



{mospagebreak title=- Come si realizzano le mappe}

Le interviste di SoloPalmari (pagina IV)
Cristiano Ranalletta, NAVTEQ

- Torniamo alle mappe: ci spiega come vengono realizzate?
È un lavoro che i geo-analisti portano avanti con grande passione. Ciascuno di loro, con responsabilità legate a specifiche aree, scende in strada quotidianamente per effettuare i rilievi.
Ad assisterli in questo compito c'è una serie di strumenti high-tech che col tempo sono divenuti sempre più numerosi e sofisticati. Il fattore umano, però, resta l’elemento cruciale, la vera spina dorsale del processo di creazione e aggiornamento dalla banca dati NAVTEQ. Anche perché quello che agli automobilisti serve è la strada vista dall'auto, attraverso una prospettiva umana, e non dai satelliti.

Per la realizzazione del database cartografico si parte da diverse fonti: fotografie aeree e satellitari, cartografia tecnica preesistente, contributi da  enti locali. Se i dati non sono sufficienti si creano le mappe ex novo, altrimenti c'è da verificare che i dati originari rispondano alla realtà: i geoanalisti, accompagnati da un autista, percorrono le strade avvalendosi un ricevitore GPS con precisione al metro installato sul tetto della vettura.  All'antenna è collegato a un laptop con uno speciale software proprietario, ed a questo sono affiancate telecamere che riprendono la strada e microfoni che consento di lasciare annotazioni vocali.
Di fatto il lavoro portato avanti dal Digital Mapping Operations team di NAVTEQ si basa sulla combinazione tra strumenti high-tech, competenze umane e conoscenza della realtà locale. Il tutto orchestrato da un unico standard che permette di lavorare secondo le medesime specifiche in tutto il mondo.

- Questo vale anche per i Punti di Interesse?
Sì, certo: sono sempre i ricercatori che hanno il compito di integrare, modificare e verificare i POI.

  - Curate anche la cartografia off-road?
La cartografia off-road si rivolge ad una nicchia in termini di mercato, ma la domanda è in crescita. In questo senso esistono delle iniziative: come puntuale frequentatore di Solopalmari mi viene facile citare, a titolo di esempio, un'esperienza da voi ripresa in un articolo, in cui si parlava delle strade "non strade" del Marocco (NAVTEQ sbarca in Africa e mappa percorsi off-road, ndr).
In futuro senz'altro ci concentreremo maggiormente su questo segmento.


Sul numero 98 di Win Magazine, in edicola questo mese (a partire dal 27 febbraio 2007), un ricchissimo approfondimento in esclusiva, condotto in collaborazione con la redazione di SoloPalmari: "Sulla strada delle mappe GPS".



{mospagebreak title=- Il futuro dei navigatori}

Le interviste di SoloPalmari (pagina V)
Cristiano Ranalletta, NAVTEQ

- A proposito di futuro: cosa dobbiamo aspettarci dai sistemi di GPS nei prossimi anni?
È evidente che la navigazione satellitare si va tramutando in un fenomeno di massa. È quindi facile ipotizzare un utilizzo sempre più massiccio, affiancato da continue evoluzioni anche in chiave tecnologica: si pensi al sistema Galileo, ai servizi “location based”, o alle funzioni multimediali integrate in PND, palmari e smartphone.


  La tavoletta grafica per le annotazioni affianca il notebook, il registratore vocale e la videocamera.

- “Funzioni multimediali”?
Secondo il concetto di “Guide & Discover” la navigazione non si esaurisce nel guidarci da un punto “A” a un punto “B”, ma è fatta anche della stessa gestione del percorso attraverso l'arricchimento di attributi utili o finalizzati all'intrattenimento: se sul  percorso sul quale mi trovo c’è un monumento interessante vorrei avere dal mio navigatore qualche informazione correlata, per esempio.

- Suggestivo…
Direi di sì, suggestivo. Ho qui con me un breve filmato che illustra alcune delle prospettive: se vuole glielo mostro.


Sul numero 98 di Win Magazine, in edicola questo mese (a partire dal 27 febbraio 2007), un ricchissimo approfondimento in esclusiva, condotto in collaborazione con la redazione di SoloPalmari: "Sulla strada delle mappe GPS".


{mospagebreak title=- Il video del GPS 3D}

Le interviste di SoloPalmari (pagina VI)
Cristiano Ranalletta, NAVTEQ

Il seguente filmato è un estratto del video gentilmente concesso da NAVTEQ. L'inserimento del sottofondo musicale ed il montaggio sono stati praticati da SoloPalmari per adattare il contenuto al contesto dell'intervista.
In caso di problemi nella riproduzione il file può essere scaricato da questo indirizzo.

{mgmediabot}/images/stories/speciali/web/navteq_video.wmv|true|360|340{/mgmediabot}


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{mospagebreak title=- Il sistema Galileo}

Le interviste di SoloPalmari (pagina VII)
Cristiano Ranalletta, NAVTEQ

- Prima del video ha fatto cenno a Galileo: vogliamo spiegare di cosa si tratta?
È il sistema satellitare europeo, alternativo a quello statunitense GPS e a quello russo Glonass. La differenza sostanziale è che i due sistemi GPS e Glonass sono nati per scopi militari ed è quindi possibile che i segnali vengano interrotti o distorti in qualsiasi momento in difesa degli interessi dei due paesi. Galileo è invece prevalentemente pensato per scopi civili. NAVTEQ peraltro partecipa attivamente al progetto, sia attraverso investimenti, sia con il supporto nella stesura delle specifiche ed in qualità di "esperto".


Qualcuno appunta nel database NAVTEQ un riferimento Web in coincidenza del lago dell'Eur, a Roma.

- Il sistema europeo sarà più affidabile, più preciso di quello attuale?
Alla luce delle specifiche direi proprio di sì, in termini di capacità trasmissiva e impiego di nuove tecnologie. La maggiore precisione consentirà di migliorare lo sviluppo di applicazioni per l’assistenza alla guida, dove l'efficienza gioca un ruolo essenziale. Ci saranno concrete novità per usi professionali e specialistici, che spazieranno dai sistemi di sorveglianza al supporto per gli atterraggi degli aerei, dal settore bancario a quello energetico. Questo, naturalmente, è quanto la stesura dei requisiti e delle specifiche funzionali lascia presagire.

- Quando Galileo entrerà in funzione sarà necessario mandare in pensione i vecchi ricevitori?
Il nuovo sistema entrerà realmente in funzione, secondo gli ultimi dati e salvo ritardi, a partire dal 2011: forse per quella data i nostri ricevitori saranno già in pensione, a prescindere da Galileo. Chi fa shopping oggi, o domani, non ha proprio nulla di cui preoccuparsi.



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{mospagebreak title=- Scegliere un satellitare}

Le interviste di SoloPalmari (pagina VIII)
Cristiano Ranalletta, NAVTEQ

- Se lei dovesse comprare oggi un nuovo sistema satellitare a quale aspetto darebbe maggiore importanza?
Senza dubbio guarderei innanzitutto alla qualità delle mappe e cercherei il marchio “NAVTEQ on BOARD”.


I ricercatori "mappano" il Colosseo...

- La domanda era forse un po' scontata.
Forse solo un po', ma d'altra parte è quanto veramente penso.

- E per tutte le altre caratteristiche, i prezzi, le funzioni?
Gli aspetti che influiscono di più sul prezzo finale dei dispositivi portatili sono grosso modo questi:  il livello di copertura (Italia o Europa, per  esempio); il tipo di brand, cioè da chi è commercializzato il navigatore (e chi eroga i servizi post-vendita); le caratteristiche a corredo, come ad esempio la lettura dei file audio/video. Seguono la connettività Bluetooth, la capacità di memoria e le funzioni TMC.
L’analisi che un utente dovrebbe praticare è fatta delle "classiche" regole: partire dalle proprie esigenze per poi informarsi ed approfondire. Del resto esistono oramai sorgenti di notizie e formazione molto ricche, soprattutto sul Web.

- Ad esempio?
Anche questo è scontato: la splendida community di SoloPalmari People. Sbaglio?


SoloPalmari ringrazia Cristiano Ranalletta, Customer Marketing Manager Europa del Sud di NAVTEQ, per l'intervista concessa.
Un sentito ringraziamento va anche ad Arianna Greith, responsabile ufficio stampa NAVTEQ Italia, per la preziosa collaborazione.



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