Linux ai tempi di X

Rare, remote e silenziose considerazioni sull'open source ultima frontiera.
lug 13
2009

noatime e relatime: questi perfetti sconosciuti (parte prima)

Posted by imayoda in write/erase , windows , ssd , mobile , linux

imayoda

USB FlashTempi moderni e dispositivi di archivio moderni; molti di voi sono consapevoli del fatto che l'unità di storage del proprio computer/palmare/telefonino rappresenti il luogo dove tutto risiede. La propria vita digitale è raccolta da qualche parte a casa, in rete, in ufficio o in tasca sempre in dispositivi analoghi: le unità di stoccaggio dati. Lo stesso sistema operativo del proprio telefonino richiede un certo spazio per "conservare se stesso" su questi ritrovati della tecnologia. Ogni contenuto, o file, o programma esiste nel vostro dispositivo solo grazie a uno o più di questi "recipienti" di bit. In tempi recenti la tecnologia ha evoluto non solo la capacità di questi archivi ma anche la loro forma meccanica/circuitale. Velocità sempre maggiori e un parco dispositivi sempre più miniaturizzato e diversificato hanno contribuito alla implementazione e diffusione di un sistema di immagazinamento dati a stato solido e non più su piatti magneto-ottici. Ora le tracce digitali delle vostre vite, quali  foto, musica e dei vostri programmi sono contenuti in discendenti diretti dei transistori: un chip con celle di memoria flash è composto da svariati milioni di essi. Solo grazie alle ridotte dimensioni ora risulta possibile possedere capacità computazionali degne di un pc nel comodo della propria tasca. Immaginate se la vostra schedina microSD fosse un poderoso hard disk da 8 GigaByte, avesse le dimesioni di un mattone, fosse rovente e rumoroso e pesante almeno due etti... sarebbe l'addio alla mobilità.
Come ogni nuova tecnologia, questa ha degli aspetti positivi ma anche delle mancanze in rapporto al "vecchio" disco rigido.

Ogni oggetto meccanico di questo mondo si guasterà, in un periodo di tempo piuttosto variabile, ma sicuramente lo farà. Migrando su tecnologie elettroniche, la vita del componente dovrebbe essere lunga, molto più lunga. Si stima la durata di un componente composto di materiale semiconduttore oltre le 100.000 ore di funzionamento. In verità vedremo che non è così, poichè in questo determinato ramo tecnologico interviene un altro grande elemento variabile: il numero di scritture e cancellazioni della cella flash.
Durante il funzionamento del sistema operativo (windows, linux o dedicato) vengono eseguite di continuo scritture sul disco, a volte in maniera del tutto casuale: si tratta spesso di accessi necessari ma spesso si sono avute chiare dimostrazioni sperimentali di come alcune siano superflue ed evitabili. Un disco flash viene garantito per un numero di riscritture che varia da milioni a poche decine di migliaia.
Il problema adesso è chiaro: il disco molto probabilmente andrà ad esaurire i suoi cicli di write/erase in maniera prematura, se non facciamo qualcosa...

A presto per il seguito 

lug 03
2009

Sulle origini del mito (mobile) - 15 anni di Windows Mobile.

Posted by imayoda in Untagged 

imayoda
Grafico storico WM (WinCE)
Clicca qui per ingrandire il grafico.
Per gli amanti del mondo mobile, per i curiosi e per gli appassionati delle date e delle differenti release, propongo questo esaustivo grafico riguardante le passate versioni del sistema operativo mobile che nel 2009 compie 15 anni di sviluppo ininterrotto: Windows Mobile.
Tutto inizia nel remoto 1994,  a Redmond, piccola cittadina nei pressi di Seattle, stato di Washington, quartier generale della Microsoft. Quest'anno in particolare non rappresenta tanto la data di ideazione del progetto originale, chiamato al tempo WinPad, ma la sottoscrizione degli accordi che avrebbero portato i grandi produttori di tecnologie hardware alla implementazione di massa di questo sistema operativo in una categoria di dispositivi considerati avveniristici al tempo; i palmari.
giu 30
2009

Personal computer dal futuro (piuttosto prossimo)

Posted by imayoda in opensource , mobile , Marvell , linux , intel

imayoda

Plug computer"Le dimensioni contano"... nulla di più sbagliato a quanto pare; non nel rigoglioso mercato informatico. Sicuramente molti dei frequentatori di Solopalmari ricordano la recente acquisizione dei brevetti per processori ARM Intel da parte della meno famosa ma altrettanto colossale Marvell, azienda produttrice di semiconduttori attiva in ambito networking. Questa infatti possiede già da qualche anno le tecnologie sviluppate da Intel in campo ultramobile lungo un periodo di tempo prossimo a venti anni. Un bel bagaglio di conoscenze per non sfruttarle a dovere (comprate a caro prezzo poi). La grande M vuole stupirci con un bellissimo microcomputer da parete, sviluppato con tutte le tecnologie ereditate dai vecchi processori Intel PXA, ora rinvigoriti con nuove specifiche e potenziati in disponibilità di ram e flash rom. Questi piccolissimi computer "da parete" sono innanzitutto completamente a stato solido. Questo significa che al loro interno non vi sono parti meccaniche di alcun genere. Il processore dei sample già disponibili in rete si attesta a una frequenza operativa di ben 1,2 GHz e, considerando il particolare set di istruzioni che essi utilizzano (ARMcortex), la potenza di calcolo è garantita. Pensate a un ufficio dove lavorano almeno 20 persone: l'ingombro di altrettanti pc con schermo e hardware vario, porterebbe via un sacco di spazio, per non parlare del calore prodotto, energia consumata e difficoltà di posizionamento. Grazie a queste tecnologie il problema sarebbe risolto ad un prezzo spettacolare di soli 99 $ americani... Al momento siamo ancora davanti ad una tecnologia non matura ma la comunità opensource confida in una rapida distribuzione ed evoluzione di questi prodotti, considerando la mancanza di costi licenza che queste macchine avrebbero. Utilizzano infatti versioni molto leggere di Linux, complete però di tutto quel software che è largamente impiegato in uffici di tutto il mondo.

A presto 

giu 26
2009

Intel... l'eterna indecisa (parte seconda)

Posted by imayoda in opensource , moblin , linux

imayoda

MoblinMoblin è, come spesso accade in ambiente Gnu, un acronimo di due termini: Mobile e Linux. In passato già molte aziende del mercato IT avevano proposto, spinto o semplicemente consigliato versioni di sistemi operativi più o meno proprietari. Vale la pena di ricordare il recente gOS, per il quale scattò immediato lo scandalo mediatico. Questa distribuzione di Linux abbraccia fortemente i servizi online di Google, con tanto di widget dedicati, tanto da far credere che alle sue spalle ci sia veramente il colosso di Mountain View. Anche se i maintainer di gOS smentirono celermente la possibile relazione, molti rimangono, ancora oggi, scettici e forse per alcuni fondati motivi.
Per Moblin è differente; qui il supporto Intel è alla luce del sole ed anche Linux Foundation risulta più che ben informata sul piccolo OS in frac.
Intel dal canto suo vuole promuovere il suo tanto discusso Atom, processore di potenza limitata ma con consumi nell'ordine di un paio di Watt. L'era dei MID e dei Netbook è scoppiata più di un anno fa e tuttora case produttrici e utenti si pongono il problema della pesantezza o inadeguatezza degli attuali sistemi operativi (troppo "pesante", troppo vecchio, poco bello esteticamente, troppo poco supporto ecc.).
Moblin attira da subito l'attenzione per le sue "spalle coperte" dal discutibile gigante, ma sopratutto per il nuovo approccio alla struttura di avvio Linux. Grazie alla de-parallelizzazione nel caricamento dei servizi e all'eliminazione del initrd, ad unità hard disk allo stato solido (o SSD) e molta, molta ingegnerizzazione software, il sistema mostrato da Intel ha segnato la bellezza di 5 sec da inizio bootloader a sistema in idle sul desktop. Per gli intenditori non manca poi davvero nulla, nemmeno librerie Gtk, supporto flash e browser mozilla-gecko. 

 I primi produttori di sistemi portatili su scala mondiale, quali Acer, Dell e Hp  hanno annunciato la loro simpatia per il progetto nonché il futuro utilizzo di questa distribuzione;  trattandosi poi di software libero e di un lodevole sforzo umano, non ci resta che augurare successo e lunga vita al pinguino con antenna.

A presto 

giu 26
2009

Intel... l'eterna indecisa (parte prima)

Posted by imayoda in opensource , moblin , linux , intel

imayoda

Tutti sanno bene da anni di cosa si occupa il noto produttore americano Intel. In ogni casa è difficile che in questo trentennio non sia mai passato un personal computer munito di processore e contorni di esso, progettati e forgiati dal più noto progettatore e produttore di semiconduttore complesso. Nel corso degli anni i mutamenti del mercato sono stati tantissimi, sono arrivati prodotti tanto piccoli da poter entrare nel taschino seppur ancora capaci di offrire un servizio degno di un computer moderno, la miniaturizzazione e la legge di Moore l'hanno fatta da padrona insieme alle politiche del profitto (qualcuno ricorda il costo di un pc 286 negli anni 80 o di un handheld a fine anni 90???); questa è la verità ma solo fino ai giorni nostri.
Qualcosa pare però che stia cambiando, lo si vede ovunque ci si volti. Forse la crisi economica ha smosso un meccanismo inceppato da tempo, perchè il cambiamento è nell'aria. Come non dire questo se ad un tratto si scopre che Intel stessa è diventata curiosa del mondo opensource? Santa Clara , California anno 2009.. il più grande detentore di brevetti x86 apre al mondo del software libero con una stretta collaborazione nonchè un generoso finanziamento.
Sto parlando del supporto a Moblin, una distribuzione Gnu/Linux capace di dare vita a un esperienza web completissima, ma anche di avviare, a detta del team di sviluppo, in soli 2 secondi e mezzo su una piattaforma dalle ridotte prestazioni/dimensioni come è quella del Intel Atom (1,6GHz di frequenza cpu e solitamente un "contorno" low power/low performance).

Per il seguito del racconto, vi aspetto nella seconda parte :)
A presto

Review hardware