per Android, iPhone, WPhone

 

Solopalmari intervista Mike Hall e Jason Langridge

Postato 7 Giugno 2006 da Gti in Le Recensioni

Speciale SoloPalmari (pagina 1 di 2)

MEDC Europe 2006: intervista a Mike Hall e Jason Langridge

Image

Durante il MEDC di Nizza abbiamo avuto un incontro con Mike Hall e Jason Langridge. Si tratta di due esponenti di spicco del team di programmatori Microsoft impegnati nello sviluppo di Windows Mobile. Entrambi, peraltro, gestiscono seguitissimi Weblog, chiamati con i rispettivi nomi: Mike e Jason. Insomma, le persone ideali cui chiedere come stanno andando le cose e qual’è il futuro del sistema operativo tascabile di Redmond.


Nella foto: Jason Langridge (sinistra) e Mike Hall.
  • Quale è il vostro ruolo specifico nello sviluppo di Windows CE e in particolare di palmari e smartphone?
Mike Hall: Mi occupo di seguire lo sviluppo di Windows CE, che è la piattaforma su cui poi vengono basati i vari sistemi operativi per dispositivi mobili: Windows Mobile (cui tutti fanno riferimento), ma anche versioni ‘embedded’, per guidare sistemi dedicati, che vanno dalle videocamere agli sportelli Bancomat.
Jason Langridge: Il mio campo è invece circoscritto a Windows Mobile, cioè il sistema operativo basato su Windows CE e adattato a palmari e smartphone.
align=”center”>

  • Windows Mobile è ciò che più da vicino ci interessa: in che tempi ne è prevista l’uscita della prossima edizione?
Mike Hall: Bisogna fare un po’ di chiarezza su tempi e definizioni. Il problema dell’uscita di Windows Mobile è stato sollevato anche a Las Vegas, creando non poca confusione. Dobbiamo innanzitutto ricordare che per il 2006 è prevista la pubblicazione di Windows CE  6, su cui poi sarà basato lo sviluppo della release successiva di Windows Mobile.
  • Benissimo. Allora, quando uscirà Windows Mobile 6?
Jason Langridge: Sarà entro fine anno, subito dopo il rilascio di Windows CE 6. Ma non chiamiamolo WM 6. Per il momento è ancora molto viva la discussione, in Microsoft, su quale sarà il nome della prossima versione del sistema. Chiamiamolo, per il momento, Windows Mobile “Next”. Il nome reale si dovrebbe conoscere fra qualche settimana.
Giova comunque ricordare che c’è uno sfasamento temporale fra il momento in cui rilasciamo la piattaforma e quello in cui arrivano sul mercato i dispositivi che la implementano. I nostri clienti, infatti, sono le società che producono palmari e smartphone. Dall’annuncio del sistema operativo all’effettiva commercializzazione dei device passano da 6 a 12 mesi. Questo significa che i prossimi PDA e smartphone basati su WM Next saranno disponibili verso la metà del 2007.
Quanto alle novità presenti in WM Next, purtroppo al momento non posso fornire dettagli.


Speciale SoloPalmari (pagina 2 di 2)

MEDC Europe 2006: intervista a Mike Hall e Jason Langridge

Image

  • Quali saranno le maggiori innovazioni in Windows CE 6?
Mike Hall: Innanzitutto stiamo riscrivendo il kernel di Windows CE. Intendiamo poi eliminare uno dei limiti più importanti della versione attuale. Al momento è possibile far girare simultaneamente 32 processi, per ognuno dei quali è allocata una memoria di 32 Mbyte. In Windows CE 6 sarà possibile gestire 32.000 processi, ognuno dei quali è in grado di gestire 2 Gigabyte di RAM. Insomma, è un grande passo in avanti.

  • Come avverrà la transizione del software di terze parti da WM5 a WM Next? Il passaggio da WM 2003/SE a WM 5 è stato molto difficile.
Jason Langridge: Da un punto di vista tecnico, molti driver e API attualmente esterni a Windows CE saranno incorporati nel kernel di Windows CE. Se un programmatore ha scritto funzioni che richiamano quelle API, dovrà rivedere e ricompilare il proprio software. Non ci aspettiamo però grossi problemi, soprattutto per quei software che sono stati scritti seguendo le linee guida di Microsoft. Come al solito, le maggiori difficoltà si avranno con i giochi, che utilizzano routine esterne al sistema operativo, ovviamente allo scopo di ottimizzare le prestazioni. E’ probabile che molti giochi debbano essere rivisti.
  • Come avviene di norma lo sviluppo del sistema operativo? E’ interno a Microsoft?
Jason Langridge: Windows CE è un prodotto Microsoft, la scrittura del codice è interna all’azienda. Normalmente la nostra pianificazione è su cinque anni. Cerchiamo di immaginare oggi quali saranno i dispositivi da commercializzare fra cinque anni, e ne pianifichiamo le funzioni da inserire nel sistema operativo. Più a breve termine, si ha una programmazione biennale, cioè sappiamo oggi come dovrebbe essere Windows Mobile fra 2 anni. Abbiamo poi centinaia di incontri con sviluppatori e produttori di palmari, per capire quali sono le singole funzioni che desiderano siano inserite nella piattaforma. Una volta definite le funzioni, si parte con la struttura del codice.

  • Quanti sono gli sviluppatori che ruotano intorno a Windows Mobile?
Mike Hall: E’ difficile fornire una stima precisa. Abbiamo qualcosa come 650.000 programmatori registrati, e i tool di sviluppo sono stati scaricati milioni di volte. Al momento è disponibile una base di circa 18.000 applicazioni pubbliche, ma non abbiamo nessuna idea di quali siano le applicazioni usate a livello aziendale, che evidentemente fuggono al nostro controllo. Quanto alla distribuzione geografica, possiamo trarre qualche indizio dal gradimento che stanno avendo le MEDC in giro per il mondo: dopo le 2.000 presenze di Las Vegas, abbiamo avuto circa 400 partecipanti in Australia, 600 in Giappone e 500 qua in Europa. Insomma, una distribuzione geografica abbastanza equilibrata.

align=”center”>

  • Continuano a uscire modelli con risoluzioni video diverse dal classico 320 x 240. Non si rischia di frammentare troppo il sistema operativo?
Mike Hall: Non riteniamo che ci sia questo rischio. In passato il programmatore doveva inserire nel codice dei blocchi di verifica della risoluzione, e di adattamento di form e interfacce, a quella specifica risoluzione. Adesso è invece possibile avere un controllo automatico della risoluzione  e dell’interfaccia. I nostri tool di sviluppo si occupano automaticamente di garantire la migliore visualizzazione per il dispositivo su cui si sta facendo girare il programma. In questo modo il programmatore non è costretto a testare il software su tutte le risoluzioni: ci pensa il programma stesso ad adattarsi.

  • Con l’avvento di smartphone e UMPC, i palmari classici sono destinati a scomparire?
Jason Langridge: Assolutamente no. Per I palmari la parola d’ordine in questo momento è la connettività verso l’esterno. Può essere l’aggiunta di un modulo Bluetooth o wi-fi, o anche di un GPS integrato. Un palmare non connesso non ha senso; un palmare connesso ha invece un grande futuro.
Per gli smartphone, invece, la tendenza è orientata al contenimento di peso e dimensioni, e verso funzionalità 3G.
Un discorso a parte deve essere fatto per gli UMPC. Sono dispositivi che hanno colmato il gap che esiste fra un palmare e un PC, ma non intendono sostituire né l’uno, né l’altro. Prima dell’UMPC non avevi scelta: o un palmare o un notebook. Adesso hai anche “Origami”, che non è altro che un mini-tablet. Gli UMPC, come sappiamo, non sono basati su Windows CE, ma su Windows XP tablet.
0.00 avg. rating (0% score) – 0 votes

Autore

Gti



Utilizzando il sito, accetti l'utilizzo dei cookie da parte nostra. maggiori informazioni

Questo sito utilizza i cookie per fonire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o clicchi su "Accetta" permetti al loro utilizzo.

Chiudi